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Lunedì 14 settembre 2015 - 19:06

Scuola al via con polemiche,Renzi:riforma non è mostro paventato

"E' un primo passo". Salvini: 'E' solita renzata con fregatura
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Roma, 14 set. (askanews) – La prima campanella suona in questi giorni – tra oggi, domani e mercoledì riaprono la maggior parte delle scuole italiane – per quasi 9 milioni di studenti ma le polemiche sulla riforma della “Buona scuola” continuano. Mentre i sindacati si preparano alla manifestazione unitaria di ottobre e l’assemblea del personale docente il primo giorno di scuola a Firenze e in altre città toscane mette a rischio l’inizio delle lezioni il premier Matteo Renzi fa gli auguri agli studenti italiani e difende la riforma. Un lungo post su Facebook per rintuzzare attacchi e spianare perplessità che restano nelle proteste dei sindacati e nelle critiche dell’opposizione, dalla Lega Nord al Movimento cinque stelle.

Ma Renzi tira dritto. Il governo, ribadisce, è “aperto al confronto” ma va avanti tanto più che “il tempo è galantuomo e i prossimi mesi dimostreranno che la Buona Scuola non era il mostro paventato. È un primo passo, niente di eccezionale, ma un primo passo per dare più valore alla scuola e all’insegnamento”. “Ci sono più soldi per edilizia scolastica, per il funzionamento degli istituti, per gli insegnanti. Già questa è la più grande novità: sulla scuola si investe e non si taglia” rivendica il premier sottolineando che la scuola per il governo è “la prioità”.

Le polemiche, ragiona Renzi, non si placheranno ma “noi siamo persone che amano confrontarsi e discutere, ma che alla fine portano a casa l’obiettivo. Quindi, se vogliamo abbandonare lo scontro ideologico e confrontarci sul bene comune, su ciò che veramente serve alla scuola, siamo felici di farlo”. A ridimensionare il “caos” di inizio anno scolastico, denunciato da alcune realtà, ci pensa il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha inaugurato l’anno in Molise: “E’ un caos molto specifico, limitato e circoscritto. Ci sono sempre mali specifici che si curano con interventi specifici” perchè, tanto per fare un esempio, “i supplenti sono sempre arrivati a scuola a partire dal 20 settembre, noi invece li abbiamo assegnati entro l’8 settembre”. Gli insegnanti costretti a ‘emigrare’ in altre regioni per una cattedra? “Andare a lavorare fuori, con uno stipendio basso e pagare le spese è una cosa che ho provato anche io” risponde il ministro, poi, “restare al Sud è una decisione legittima” davanti “non a un’imposizione” ma a “una opportunità”.

Di tutt’altro avviso le opposizioni. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini boccia senza appello le misure introdotte dal governo Renzi criticando, tra l’altro, la mancanza di insegnanti di sostegno: “La buona scuola? Non per i settantamila insegnanti che Renzi ha lasciato a casa o per le migliaia di bambini disabili che da oggi sono senza sostegno. E’ la solita renzata con fregatura, come sempre per i più deboli. Un vaffa a Renzi e alla sua buona scuola…”. Poi Salvini rilancia un tema caro al Carroccio toccando la questione del tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe che in alcune regioni – come in Emilia Romagna – è stato ritoccato con deroghe per varie scuole che hanno dovuto accogliere studenti di recente immigrazione.”Nella scuola – dice Salvini – un tetto ai bimbi di nazionalità straniera in classe insieme ai bimbi italiani va messo, altrimenti non è buona scuola. Se ci sono delle scuole ghetto dove i genitori dei bimbi italiani scappano, è perchè lo Stato deve garantire l’inserimento di alcuni bimbi immigrati tra i bambini italiani”.

Contrario alla riforma anche il Movimento cinque stelle. I parlamentari pentastellati sul blog di Beppe Grillo osservano che il piano di assunzioni degli insegnanti è stato un “flop totale con circa mille nuovi assunti contro i 100 mila promessi”. Infine Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda sostiene che quella che sta vivendo la scuola italiana è “una situazione molto distante dal normale avvio dell’anno scolastico assicurato dal ministro Giannini”.

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