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Mercoledì 9 settembre 2015 - 19:57

M5s rilancia battaglia per reddito cittadinanza,Grillo: fidatevi

Di Maio: Se il Senato non lo approva edntro nella legge di stabilità
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Roma, 9 set. (askanews) – E’ un Beppe Grillo in tono minorequello che affronta le telecamere al Senato, in una conferenza stampa che rilancia la centralità del reddito di cittadinanza (“lo porteremo a casa”, promette) nella strategia politica del Movimento 5 stelle. Parla poco rispetto ai suoi standard, evita di concedersi alle telecamere fuori dalla conferenza stampa – eccetto qualche breve battuta come “io non parlo di questi argomentoni”, per rispondere a una domanda sulla svolta di Angela Merkel nella gestione dei rifugiati. Poi si corregge da solo, “ma io non sono in ballo”, quando si accorge che si è dilungato un po troppo sul tema un po autoreferenziale “Grillo e l’informazione che lo descrive come un mostro”.

Prima dei giornalisti, Grillo ha visto un gruppo di ambasciatori scandinavi e baltici per parlare di reddito di cittadinanza e della sua creatura, il M5S: “Ma non si può spiegare, è come il jazz o il buddismo – dice – se non ne fai parte non lo capisci”.L’appello del fondatore è sempre lo stesso, anche se meno urlato e con meno certezze rispetto al passato: “Vinciamo noi”, sfortunato slogan per le elezioni europee, è un ricordo lontano.”Abbiamo bisogno di un po di fiducia – si limita a sottolineare – e riusciremo a cambiarlo questo paese”.

“Io sono il meno preparato, la qualità della gente l’avete vista, ma faccio da specchietto per farvi venire qui…” è la frase con la quale sottolinea l’intenzione di fare spazio al gruppo dirigente del Movimento. Intenzione plasticamente rappresentata dalla presenza al suo fianco di Luigi Di Maio, che non è senatore e nemmeno uno specialista del reddito di cittadinanza come Daniele Pesco e Nunzia Catalfo, il deputato e la senatrice scelti per illustrare tecnicamente (per l’ennesima volta) i benefici economici e sociali della proposta M5S del reddito. E’ proprio a Di Maio che tocca il compito di indicare il percorso parlamentare possibile: “Abbiamo due occasioni – dice il vicepresidente della Camera – per approvare il reddito di cittadinanza: la prima è che la commissione si sbrighi ad esaminarlo, il Senato lo approvi e ce lo mandi alla Camera e noi lo approviamo in fretta. Oppure abbiamo la legge di stabilità”.

Ma attenzione, avverte l’esponente stellato: “Sia chiaro, stiamo parlando di questo reddito di cittadinanza (la proposta di legge targata M5S, ndr) non del caso in cui si utilizza il nome per finanziare qualche manovrina senza metterci un euro: il reddito va bene se finanzia tutti i beneficiari, altrimenti il sistema non funziona”. E a chi gli chiede se il movimento sta cercando appoggi da quelle forze (Sel e la minoranza Pd) che avevano fatto delle aperture sul tema, Di Maio replica senza esitazioni: “Il Governo è l’azionista della maggioranza, per approvare una legge ci vuole la maggioranza, non servono le minoranze… speriamo ci sia una grande pressione nel Paese, quando c’è stata, alcune regioni hanno risposto ai loro cittadini che lo chiedevano”.

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