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Domenica 6 settembre 2015 - 12:21

Mattarella: risposta a ondate di profughi non può essere chiusura

"Religioni promuovano dialogo, combattere i predicatori di odio"
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Roma, 6 set. (askanews) – Sì al dialogo di pace, no ai muri contro chi fugge dalla guerra: è questo il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato in occasione dell’incontro internazionale “La pace è sempre possibile – Religioni e culture in dialogo” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e in corso a Tirana.

“Venti di guerra – ha sottolineato il capo dello Stato – si agitano in tante parti del mondo, generando violenza, morte e paura. L’interconnessione planetaria ci obbliga ad aprire gli occhi su terribili conflitti e nuove forme di sopraffazione. Nessuno, in tempi di globalizzazione, può chiamarsi fuori o sentirsi al sicuro. Le fiamme della guerra lambiscono i nostri confini, provocando miseria, devastazioni e ondate di profughi che bussano alle porte dei Paesi occidentali con la speranza di trovare salvezza, speranza e diritti. La risposta delle nazioni democratiche non può essere la chiusura e l’arroccamento. I muri e i fili spinati non fermeranno il divampare degli incendi”.

“La soluzione – ha affermato Mattarella – è porsi alla guida dei processi mondiali. Per farlo, serve un’intelligente, lungimirante, coraggiosa azione politica. Che coniughi dialogo, sviluppo, integrazione e sicurezza per i cittadini. Come ben sapete e mettete da decenni in pratica, le religioni possono dare un contributo molto importante per alzare lo sguardo, per mobilitare le coscienze, per vincere l’indifferenza. Papa Francesco ha recentemente ribadito che ‘è un sacrilegio uccidere in nome di Dio’. Le grandi religioni hanno una speciale responsabilità nel promuovere il dialogo e la comprensione. L’uomo autenticamente religioso incarna gli ideali di pace, di rispetto, di collaborazione, di rifiuto della violenza, di carità e di amore. La libertà religiosa – minacciata in molte parti della terra – è uno dei fondamenti dei diritti umani e delle democrazie”.

“Il dialogo è un lavoro complesso e paziente. Ma la conoscenza – ha ammonito il presidente – reciproca mitiga la diffidenza, l’amicizia e il rispetto estirpano l’intolleranza. Dobbiamo combattere e isolare i predicatori di odio, chi strumentalizza la fede religiosa, propria e di altri, per diffondere violenza e terrore. Dobbiamo contrastare con azioni concrete ed efficaci chi alimenta l’idea dell’ineluttabilità dello scontro di civiltà. La sola civiltà che accettiamo, e per la quale lavoriamo alacremente, è quella della pace, dell’incontro, della collaborazione, dei diritti fondamentali dell’uomo, della riduzione delle diseguaglianze. Non è un cammino facile, ma è l’unica strada concessa se desideriamo raggiungere una pace autentica senza smarrire o, peggio, tradire i nostri valori. Quando prevalgono l’egoismo e la demagogia, l’Europa e l’intero Occidente – ha concluso Mattarella prima di inviare i suoi auguri ai protagonisti dell’incontro di Tirana – risultano più deboli e la loro voce diventa meno efficace nel mondo”.

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