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Venerdì 4 settembre 2015 - 16:43

Renzi esplora su riforme, vede Alfano e convoca senatori Pd

Martedì riparte esame in Senato, la sera premier a confronto con dissidenti
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Roma, 4 set. (askanews) – Il premier Matteo Renzi serra le fila della maggioranza sulla riforma costituzionale del Senato e del Titolo V che da martedì riprende l’iter a palazzo Madama in commissione Affari Costituzionali , schiacciata dalla mole delle migliaia di emendamenti dell’opposizione. E su cui è attesa la decisione del presidente del Senato Pietro Grasso circa la possibilità di votare di nuovo oppure no sulla elezione diretta dei senatori cancellata dalla riforma in prima lettura e ora riproposta da molti emendamenti, con ampio consenso parlamentare.

Ago della bilancia nei numeri della maggioranza a palazzo Madama sono i senatori dissidenti della minoranza Pd e quelli centristi di Ap. E Renzi oggi ha incontrato Alfano e i capigruppo centristi Schifani e Lupi mentre alla minoranza Pd ha dato appuntamento per martedì alle 20 sempre a palazzo Madama, assicurando la sua presenza all’assemblea dei senatori dem sulle riforme convocata dal capogruppo Luigi Zanda.

Ap sembra aver assicurato a Renzi i suoi voti, pur insistendo sulla opportunità di accogliere alcuni degli emendamenti senza prove muscolari di forza. “La prossima settimana – ha annunciato Alfano dopo l’incontro con Renzi- ci sarà una riunione tra una delegazione di Ap e una del Pd per definire la strategia, l’obiettivo è un referendum nel 2016 che veda da una parte noi, quelli che hanno fatto ripartire l’Italia, e dall’altro lato un fronte che va dall’estrema destra all’estrema sinistra di coloro che l’Italia la vogliono paralizzare”.

“I numeri sono diversi dalla prima lettura ma sono convinto – ha sottolineato per parte sua il capogruppo Ap Schifani- che ci saranno. Di fronte alla responsabilità di bloccare il percorso delle riforme molti parlamentari risponderanno alla loro coscienza, sapendo che è meglio una riforma discreta che una non riforma. Sono ottimista”. Per Schifani dunque “entro ottobre si può esitare il testo. Sappiamo che c’è il problema dei tantissimi emendamenti: se si raggiungerà un accordo politico bene, altrimenti faremo la nostra parte” nelle votazioni. Anche per lui, comunque, ci sono “esigenze di modifica” del testo, in particolare per quel che riguarda le funzioni del nuovo Senato: “Serve un riequilibrio di compiti e funzioni rispetto all’intervento fatto alla Camera”.Sul tema dell’elettività invece, quello che più agita il Pd, “noi avevamo fatto un passo indietro rispetto alla proposta Quagliariello che prevedeva l’elettività accogliendo l’impostazione del governo. Ora siamo aperti all’ipotesi del listino alle Regionali e ci auguriamo che su questo si trovi una sintesi con la minoranza del Pd”.

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