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Giovedì 3 settembre 2015 - 13:37

Renzi: né demagogia, né buonismo, su migranti serve sforzo Ue

'Non basta commuoversi, ci si muova: diritto asilo e rimpatri'
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Roma, 3 set. (askanews) – Sui migranti “non è il tempo della demagogia. Questo non significa che è il tempo dell’iperbuonismo, ma della serietà e della politica”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi – a Firenze, in conferenza stampa con il premier maltese Joseph Muscat -, sollecitando ancora una volta una “risposta ampia, globale e complessiva” da parte di tutta l’Europa.

“L’Italia è un Paese solido e forte, che non ha i toni di demagogia che una parte del dibattito pubblico anche nazionale ha avuto in questi mesi. La stragrande maggioranza degli italiani – ha sottolineato il presidente del Consiglio – pur preoccupato per le notizie che i media mostrano, ha mostrato un volto solidale. Che vuol dire che se un bambino rischia di annegare si salva, che non tutti possono essere accolti per cui si fanno i rimpatri, ma che c’è un’umanità che nessuna ricerca del consenso può mettere in discussione”. Dunque “continueremo a salvare le vite umane, su questo neanche si discute”.

Ma al tempo stesso serve l’intervento dell’Europa. All’inizio, ha ricordato Renzi, “eravamo noi e Malta a proporre questo approccio”. Ma ora che l’emergenza si è allargata a molti altri Paesi e che le immagini drammatiche si moltiplicano, il premier può annoverare anche “Merkel, Hollande e tanti altri leader” tra coloro che promuovono una risposta europea. “La Ue non può perdere la faccia” sulla questione immigrazione, ha ribadito, perché “è dovere dell’Europa dare una risposta unitaria che parta dal diritto di asilo europeo, dal rimpatrio europeo, ma anche da una strategia globale che tenga insieme gli interventi fondamentali da fare nei paesi di origine, aiuti allo sviluppo e gestione dell’emergenza e dei rimpatri con quei paesi”.

Renzi dunque ancora non si esprime sulle anticipazioni del nuovo piano Juncker, che secondo le indiscrezioni chiederà tra le altre cose un contributo economico ai Paesi che rifiutano di accogliere migranti: “Attendiamo che la Commissione formalizzi le proposte” per affrontare la questione in un “pacchetto complessivo” che sia “coerente con la storia” dell’Europa, perché “non saranno interventi spot a salvarci”. L’importante è che immagini come quelle del bambino curdo morto su una spiaggia turca, immagini “che stringono il cuore da padre prima che da premier”, non abbiano come unico effetto la commozione: “L’Europa non si può solo commuovere, l’Europa si deve muovere. Di leader europei che si sono commossi ne abbiamo avuti già troppi, che si sono mossi qualcuno in meno”.

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