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Mercoledì 2 settembre 2015 - 07:54

Terrorismo, Pinotti: Isis fa paura, allerta alta per Giubileo

E su migranti: "Intervento contro scafisti ma con via libera Onu"
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Roma, 2 set. (askanews) – “Il rischio terrorismo è alto, l’Isis fa paura ed è alle nostre porte. E poi c’è il Giubileo: abbiamo il dovere di prevenire e senza forze militari e di polizia addestrate e armate non è possibile. Ma è anche il momento della responsabilità, di mettere da parte ogni tentazione di propaganda: quando leggo l’equazione profugo-terrorista mi vengono i brividi. I terroristi non arrivano sui barconi”. Lo afferma il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in una intervista ad Avvenire.

“Mi piacerebbe – prosegue il ministro – ridurre gli armamenti, ma non è possibile. Vorrei anche io un mondo ideale dove la Difesa può essere marginale, ma questo non è il tempo delle sottovalutazioni”.

Pinotti poi ragiona sul possibile coinvoilgimento di immigrati del centro di Mineo nel duplice assassinio siciliano: “A che servono le speculazioni sulla morte di due persone? E a che servono campagne d’odio contro gli immigrati costruite con squallidi slogan? Quel brutale assassinio ci interroga. A noi come governo. A noi come classe politica. E, ancora una volta, interroga un’Europa che deve trovare una strategia comune. Bisogna saper coniugare rigore e solidarietà, bisogna essere capaci di accorciare i tempi delle pratiche per definire lo status di chi arriva e bisogna immaginare un piano europeo per i rimpatri. È un progetto ambizioso ma è l’unico progetto possibile per chi si ostina a ragionare come Europa e non come Italia”. Il ministro poi rilancia un piano anti scafisti: “Giusto interrompere il traffico di vite umane organizzato da criminali senza scrupoli. Gli scafisti sono come le milizie dell’Is. Sono il diavolo. Sono gente priva di coscienza, di qualsiasi forma di umanità. Rispetto al passato molto è cambiato anche nelle azioni in mare: ora i barconi vengono requisiti, ma non possiamo accontentarci. Certo dobbiamo riflettere sul fatto che per operazioni diverse serve l’Europa e serve la Libia. Come servono per qualsiasi intervento militare. L’Italia è pronta a fare la sua parte, ma solo in una cornice chiara, solo con il via libera dell’Onu, solo con una richiesta di un governo di pacificazione libico che ancora non c’è. Aspettiamo con fiducia un segnale da Bernardino Leon perché non è il momento di salti nel buio, è il momento di scelte decise ma razionali”.

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