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Martedì 25 agosto 2015 - 20:31

Contestazioni a L’Aquila, Renzi promette: ora i soldi ci sono

Il premier: "Non faccio annunci-show, verifica tra un anno"
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Roma, 25 ago. (askanews) – Matteo Renzi è arrivato a L’Aquila per la prima volta da premier, promettendo “non annunci-show” ma impegni concreti e soldi. La visita, però, è stata scossa dalle contestazioni che hanno provocato il ferimento di un agente e la mancata visita in municipio.

Il presidente del Consiglio è giunto nella città abruzzese colpita sei anni fa dal terremoto e ancora alle prese con la ricostruzione intorno alle 17, ed era atteso in municipio dal sindaco Massimo Cialente e dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per una riunione di lavoro. Ma alcune decine di manifestanti, esponenti di comitati e associazioni abruzzesi, sono riusciti ad arrivare fin sotto il palazzo del Comune, accendendo fumogeni e scandendo slogan come “Renzi fuori dall’Abruzzo”. Ci sono state tensioni con le forze dell’ordine e la riunione si è tenuta. “Mi dispiace che non si sia fatto l’incontro con Renzi in municipio – ha affermato in serata il sindaco Cialente -. Mi dispiace soprattutto perché tra i manifestanti ci sono pochissimi aquilani, mentre quasi tutti vengono da altre zone dell’Abruzzo, per altri problemi”.

Tutti, quindi, si sono spostati al Gran Sasso Institute, centro scientifico di eccellenza – sede dell’unico incontro in città annunciato ieri da Palazzo Chigi in una nota ufficiale -, dove il premier è arrivato in auto. Anche qui davanti sono arrivati i manifestanti, che hanno lanciato uova contro gli agenti che li hanno allontanati con una carica di alleggerimento. Un poliziotto è rimasto ferito al naso.

Nel suo intervento all’interno del centro, Renzi ha spiegato perché è arrivato solo oggi a L’Aquila, dopo che una visita era stata annullata l’anno scorso. “Dico no – ha affermato – ad annunci-show, comparsate e alla mediatizzazione dell’Aquila, sì alla discussione di merito sulle questioni aperte. Io mi ero preso un impegno: non metto piede a L’Aquila finché non è chiaro lo scenario. Talvolta in passato si è data l’impressione di far prevalere l’aspetto scenografico sulla risoluzione del problema.Io sono appassionato di comunicazione ma continuare a fare visite a L’Aquila senza aver chiaro il quadro sarebbe stato discutibile.Abbiamo atteso la delibera Cipe di agosto, la conversione del decreto 78/2015 e ora possiamo mettere le carte in tavola”. Renzi ha assicurato che “per L’Aquila ora i soldi ci sono, tra un anno tornerò qua per una verifica su quel che è stato fatto. Questo territorio, come il Mezzogiorno e tutta l’Italia – ha aggiunto – è in grado ospitare centri di eccellenza di ricerca, e questo non è in contrasto con la manifattura tradizionale, i servizi e il turismo”.

Allargando lo sguardo a tutto il Paese, il premier ha voluto mandare un messaggio di ottimismo: “In Italia i segnali di ripresa ci sono, vanno colti. Noi siamo bravi a fare i Tafazzi, ma non è possibile che non vediamo anche i segnali positivi”. E ha promesso che a breve partirà un piano per il Sud: “Da qui al 31 dicembre saremo pronti a firmare un patto, un contratto con le Regioni del Mezzogiorno: tu Regione ci dici cosa fai, noi come governo diciamo cosa facciamo, ci diamo dei tempi, per non girarci intorno: se si dice si fa la strada, si dice quanto ci vuole, quanto costa, chi la fa. Vorrei che l’Abruzzo fosse tra i primi a firmare”.

Poche parole sulle contestazioni, che sono proseguite anche mentre all’interno del Gran Sasso Institute si teneva l’incontro: “Sono molto dispiaciuto per quel che accade in questi casi, mi dispiace. Esprimo solidarietà all’agente a cui è stato ferito il setto nasale e a tutti coloro che lavorano per la tutela ordine pubblico”, ha detto il presidente del Consiglio, non rinunciando a una battuta: “Una parte dei contestatori è legata al Teramo e il Teramo è in serie D…”.Al termine Renzi ha lasciato il Centro da un ingresso posteriore.

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