Header Top
Logo
Mercoledì 22 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Immigrati, Grillo: con retorica accoglienza nessuno prende colpe

colonna Sinistra
Mercoledì 12 agosto 2015 - 17:07

Immigrati, Grillo: con retorica accoglienza nessuno prende colpe

"Emergenza profughi frutto destabilizzazione Nord Africa"
20150812_170705_151FCB99

Roma, 12 ago. (askanews) – “Meglio la retorica dell’accoglienza senza accollarsi alcuna colpa per l’esodo biblico che è in atto e che nessuno sa dove ci porterà”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo, tornando a parlare del tema dell’immigrazione.

“Il vecchio esempio – scrive Grillo – dello stolto che guarda il dito e non la luna che indica è una fotografia dell’Italia. Vengono presi in esame solo gli effetti senza mai esaminare le cause, né tanto meno denunciarle per non spiacere a nessuno. Gli effetti vengono poi chiamati “emergenze” e il gioco è fatto”. Ad esempio, secondo il fondatore del Movimento 5 Stelle, “l’ ‘emergenza’ profughi sembra sbucata fuori dal nulla, ma al di là della questione umanitaria, che va affrontata, nessuno ne denuncia apertamente le cause che risalgono alla destabilizzazione del Nord Africa e del Medio Oriente da parte delle potenze occidentali. Chi ha bombardato la Libia? Usa, Gb e Francia e anche noi grazie all’augusta benedizione di Napolitano. Chi ha distrutto l’Iraq e non è poi stato capace di insediare un governo che potesse se non governarlo almeno limitare i danni? Gli Stati Uniti. In Afghanistan, stessa storia statunitense con l’Italia nella parte degli ascari. Quanto ci costa la nostra presenza in Afghanistan? Gli americani stanno per sbaraccare e a noi toccherà la parte dei giapponesi sperduti nelle isole del Pacifico dopo la Seconda guerra mondiale. In Siria, incubatrice dell’Isis, ci sono tutti. Nessuno – conclude Grillo – nel governo e nelle varie istituzioni che si alzi in piedi e dica mai più guerre, mai più acquisto di cacciabombardieri, che condanni l’industria delle armi (soprattutto la nostra: un business che non conosce crisi e che consente all’industria militare di affermarsi tra le prime cinque produttrici al mondo. Tra il 2008 e il 2009, quando tutti i settori produttivi del made in Italy registravano tassi di crescita negativi, l’export di armamenti è cresciuto del 74%).

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su