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Venerdì 31 luglio 2015 - 16:28

Renzi difende sprint Rai: cda non sarà a termine, modello è Bbc

Legge impone nomina, non potevo aspettare tempi Camere per riforma
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Roma, 31 lug. (askanews) – E’ la legge che impone il rinnovo del Cda Rai, e non si poteva aspettare che il Parlamento approvasse la riforma. La prossima settimana si insedierà dunque il nuovo Cda – secondo le procedure previste dalla Legge Gasparri – che “non sarà a termine” e sarà scelto – soprattutto nelle figure di Presidente e Direttore generale – in base a due criteri: “Autorevolezza e competenza”, per avvicinare la Rai al “modello Bbc”. Matteo Renzi difende l’accelerazione sul rinnovo del Cda di viale Mazzini, e inizia a delineare il profilo di chi sarà guidato a chiamare l’azienda televisiva pubblica.

Innanzitutto, Renzi replica alle critiche arrivate anche da consiglieri attualmente in carica, come Benedetta Tobagi, per aver proceduto al rinnovo con la legge Gasparri: “Ho chiesto al Parlamento di fare la riforma in tempo per il rinnovo del Cda, ma abbiamo rispettato il Parlamento e non abbiamo fatto un decreto. L’iter normale purtroppo non è andato a buon fine e siamo in prorogatio da mesi”. Basta critiche, dunque, chiede Renzi, perchè “se fai il dl non rispetti il Parlamento, se rispetti il Parlamento non puoi fare le nomine… Eh no ragazzi…”. Ora giunti al 31 luglio “è giusto che si possa avere un nuovo Cda”. Del resto “il rinnovo lo si fa perchè lo prescrive la legge”, mentre “scorretto sarebbe stato continuare con il vecchio Cda: sarebbe stata un’assurdità giuridica non nominare il Cda perchè nel frattempo si fa la legge: il Cda è scaduto e non possiamo tenerlo in prorogatio”.

Dunque si procederà con il timing serrato deciso ieri: “Individueremo 7 consiglieri in Vigilanza Rai e lo faremo il 4 agosto. Il 5 il governo presenterà la proposta per Presidente e Dg, ispirate da criteri di autorevolezza e competenza”. Il modello “deve essere quello della Bbc, di assoluta indipendenza”.Poi il 6 agosto “la Vigilanza voterà sulla proposta e vedremo se il 7 avremo un Cda in carica”, se la Vigilanza approverà con i due terzi la proposta del governo”. Un Cda che, assicura Renzi, “non sarà a termine, durerà fino al bilancio del 2017”, e dunque fino a maggio del 2018. E “nel momento in cui entrerà in vigore la nuova legge, i poteri previsti per l’Ad vengono trasferiti al Dg che è in carica fino al 2018”.

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