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Giovedì 30 luglio 2015 - 20:32

Pd replica ad Anm: da Ddl processo penale no danno a indagini

Ferranti-Ermini: "Riforme necessarie, no a posizioni corporative"
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Roma, 30 lug. (askanews) – La riforma del processo penale all’esame della Camera “non ostacola o limita in alcun modo le indagini, ma chiede semplicemente tempi certi e prevedibili quanto all’esercizio dell’azione penale o all’archiviazione”. Donatella Ferranti e David Ermini esprimono “stupore e perplessità” per le dure critiche mosse dall’Anm: “Su tutti i temi e i provvedimenti – affermano la presidente della commissione Giustizia della Camera e il responsabile Giustizia del Pd – l’Anm ha sempre avuto la possibilità, alla pari degli altri organismi rappresentativi di chi opera nel sistema giustizia, di interloquire e da parte del legislatore c’è sempre stata e sempre ci sarà la massima disponibilità al confronto e alla riflessione, ma riesce difficile accettare che possa passare un’informazione così errata e fuorviante come quella divulgata dall’Anm perché nessun articolo della riforma incide o limita la durata massima delle indagini né arreca ‘danni gravissimi’ a quelle più delicate e complesse”.

Il tema è un altro: “Quando tutti i termini (con tutte le possibili proroghe) sono scaduti e sono scaduti anche tutti i termini previsti per le notifiche dell’avviso di conclusione indagini, è legittimo – chiedono gli esponenti del Pd – che per la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione possa trascorrere un tempo illimitato, del tutto discrezionale e non prevedibile? Come mai tanta contrarietà – insistono Ferranti ed Ermini, anche alla luce della decisione della Consulta di censurare l’incostituzionalità della legge Pinto laddove non computa il periodo delle indagini – se già oggi il codice pone in capo al procuratore generale il potere di avocazione quando il pm non esercita l’azione penale o chiede l’archiviazione nei termini di legge e quando comunque tutte le indagini espletate fuori dai termini massimi sono di per sé inutilizzabili?”.

In realtà, “se si vogliono le riforme – concludono Ferranti ed Ermini – bisogna avere il coraggio di superare posizioni meramente corporative e confrontarsi davvero nel merito. In Parlamento stiamo portando avanti anche la riforma della prescrizione che sulla base del riconoscimento della specificità dei reati di corruzione arriva addirittura a raddoppiare i termini attuali, ma è una riforma che necessariamente deve andare di pari passo con tempi certi e prevedibili anche per la fase delle conclusioni e delle indagini preliminari”.

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