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Mercoledì 29 luglio 2015 - 19:46

Stop al rito abbreviato per reati gravi, Camera approva legge

Ok a larga maggioranza con astensione M5s, ora passa al Senato
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Roma, 29 lug. (askanews) – L’aula della Camera, a larga maggioranza con 269 voti a favore, 27 contrari e con l’astensione dei deputati M5s, ha approvato le nuove norme sul processo abbreviato che ne escludono l’utilizzazione per i reati più gravi tassativamente indicvati dalla legge. La nuova legge passa ora al Senato. Due le caratteristiche della modifica all’articolo 438 del codice di procedura penale.

Stop abbreviato per reati gravi. Il rito abbreviato (con relativo sconto di pena) viene espressamente escluso per alcuni specifici reati di sangue o di particolare gravità. L’elenco è tassativo e comprende, ad esempio, strage, omicidio premeditato o aggravato da sevizie, violenze sessuali o motivi abietti, tratta di persone, sequestro di minori o a scopo estorsivo con morte dell’ostaggio. Per tali delitti l’imputato non potrà chiedere l’abbreviato se non subordinandolo a una diversa qualificazione dei fatti o all’individuazione di un reato diverso.

Abbreviato in corte d’assise. Per i reati di sua competenza l’abbreviato si svolgerà di fronte alla corte d’assise (oggi invece a decidere è sempre il giudice monocratico). Se la richiesta di abbreviato è accolta, gli atti dovranno dunque essere trasmessi alla corte competente.

“Escludere l’abbreviato per alcuni delitti di sangue particolarmente efferati risponde all’idea che la pena deve in qualche modo rapportarsi alla gravità dell’offesa: francamente cozza con il senso di giustizia riconoscere in automatico uno sconto di pena, solo per la scelta di un rito processuale, a chi commette un crimine feroce”, ha commentato l’ok della Camera Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera.

“Stiamo parlando di delitti – ha sottolineato l’esponente del Pd – come quello di strage, come l’omicidio commesso con violenza sessuale o abusi sui minori o aggravato da sevizie. Delitti come la tratta di persone o il sequestro di minori o di persone a scopo di estorsione cui consegue la morte dell’ostaggio”. Insomma, “è una legge giusta, coerente – conclude Ferranti – con il riassetto del sistema punitivo che stiamo attuando in questa legislatura attraverso il rafforzamento da un lato dell’aspetto risocializzante della pena e dall’altro della tutela di vittime e parti offese”.

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