Pagano (Ap): Orlando chiarisca, su intercettazioni nessun blitz

L'emendamento ha avuto ok maggioranza, sì miglioramenti condivisi

LUG 25, 2015 -

Roma, 25 lug. (askanews) – Non si spegne la polemica sulla norma che introduce il carcere per chi pubblica intercettazioni ‘rubate’, approvata ieri in commissione Giustizia alla Camera all’interno del ddl di riforma del processo penale. Alle “perplessità” espresse dal Guardasigilli ribatte il deputato di Area popolare Alessandro Pagano, componente della commissione Giustizia: “Ribadiamo che non c’è alcuna norma ‘ammazza-Iene’, lo abbiamo spiegato ieri in tutte le salse. L’emendamento in questione è stato depositato mesi fa, quindi non si tratta di alcun blitz, è stato discusso e ha avuto l’ok della maggioranza. E, come già detto ieri, personalmente sono pronto a miglioramenti condivisi del testo in Aula, ovviamente anche per la parte relativa alle sanzioni, per fugare qualsiasi dubbio sul fatto che non c’è alcun ‘bavaglio alla stampa’. A questo punto è importante che sia il ministro Orlando a chiarire meglio le sue perplessità”.

“Sui giornali oggi però – aggiunge l’esponente di Ap – della mia personale disponibilità a migliorare alcune sfumature del testo non c’è traccia. Evidentemente – prosegue Pagano – faceva più effetto il ‘titolone’. Rimandiamo inoltre al mittente chi parla di eventuali ‘retromarce’, un modo non corretto per giustificare una palese forzatura dell’interpretazione della norma. Per questo definire ‘salva-Iene’ l’emendamento che verrà presentato in Aula è improprio, per il semplice fatto che appunto non c’è nessuno da salvare. Nessuno è ed era in pericolo. Non c’entra nulla il giornalismo di inchiesta. Ripeto quindi, che sono d’accordo su emendamenti in Aula che facciano emergere questa verità, ovvero no al ‘bavaglio alla stampa’, ribadendo allo stesso tempo la ratio autentica della norma: evitare che conversazioni ‘rubate’ tra privati, senza alcuna rilevanza penale, vengano date in pasto all’opinione pubblica per puro gossip ledendo l’immagine delle persone coinvolte. Un principio di civiltà giuridica e che si richiama a valori costituzionali. E’ un emendamento ‘tutela privacy’ – conclude Pagano -, ‘le Iene’ possono continuare a correre liberamente nella giungla del giornalismo”.