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Giovedì 23 luglio 2015 - 19:33

Letta lascia la Camera: mi batterò ancora per politica migliore

Dove il noi conti più dell'io
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Roma, 23 lug. (askanews) – “Mi dimetto dal Parlamento ma non dalla politica, continuerò a battermi per una politica migliore, degna dei cittadini italiani, che meritano di vedere le loro speranze realizzate”. Lo ha detto Enrico Letta spiegando, a Montecitorio, le ragioni delle sue dimissioni da deputato. Dimissioni sulle quali si deve esprimere l’assemblea.

Letta ha precisato di voler evitare “malevole interpretazioni” alle sue dimissioni, che non sono dovute “ad una sfiducia nelle istituzioni” ma solo alla incompatibilità pratica” tra l’impegno parlamentare e quello che assumerà a settembre all’università Sciencepo a Parigi.

Intervenendo in Aula, Letta ha poi ribadito: “Dimettermi dal Parlamento non vuol dire dimettermi dalla politica. Non mollo la passione di una vita, anzi rilancio con altri luoghi e altri tempi”. Dedicandosi in particolare alla formazione della nuova classe politica: “In tempi in cui sembra vincere il superficiale ‘tutto e subito’, il mio impegno è per la formazione”.

La battaglia di Letta sarà dunque “per una politica diversa, in cui il ‘noi’ conti più dell’io, dove il senso della comunità prevalga su aspirazioni individuali e partigiane, una politica pulita e trasparente, in cui chi entra nelle istituzioni le veda non come strumento per le proprie aspirazioni individuali ma ne sia umile servitore fino in fondo”.

Non solo: “Mi batterò con tutti gli strumenti che mi saranno possibili per un’Europa unita, diversa da quella che abbiamo visto. Non quella debole, senza governo, vergogna, giudizio, che non riesce a provare compassione per gli ultimi della terra, i profughi del Mediterraneo”, ha aggiunto tra gli applausi dell’Aula. “E neppure l’Europa con l’anima lacerata che smarrisce il senso più profondo di solidarietà tra popoli”.

Infine, uno sguardo al passato: “Mi rivolgo ai membri del partito che sono orgoglioso di aver contribuito a fondare. Mi rivolgo a quanti hanno dato e a più riprese confermato, a volte con fatica, la fiducia al governo che ho avuto il mandato di guidare: grazie a loro questa legislatura che sembrava dovesse essere la più breve della storia può vivere e fare riforme importanti per il Paese e il moderno funzionamento del Paese. Mi rivolgo a quelli che quella fiducia non l’hanno mai data”. Per dire: “Presiedere all’esecutivo del Paese, rappresentarlo in Europa e nel mondo, lavorare per dare risposta alle necessità dei cittadini, è il massimo onore per chi si impegna in politica. Grazie per il sostegno e anche per le critiche. Oggi le guardo con occhi più attenti, perchè queste vicende mi hanno cambiato nel profondo, mi hanno regalato un punto di vista più pieno su come intendere l’impegno pubblico e le relazioni in una comunità”.

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