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Mercoledì 15 luglio 2015 - 21:08

Nuovo voto per 3 giudici Consulta,in vista fumata nera numero 25

Niente intesa alla vigilia, Pd verso scheda bianca fino settembre
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Roma, 15 lug. (askanews) – Torna a riunirsi nel pomeriggio di domani nell’aula di Montecitorio il Parlamento in seduta comune nel tentativo di eleggere tre giudici costituzionali. E con ogni probabiltà si tratterà dell’ennesima fumata nera, dominata dalle schede bianche di deputati e senatori del Pd e delle altre forze di maggioranza. Con la Corte Costituzionale destinata a restare in formazione ridotta, a 12 membri su 15, almeno fino alla fine della pausa estiva dei lavori parlamentari.

Non c’è ancora accordo, infatti, nel Pd nella maggioranza e con le altre forze politiche sui nomi dei nuovi giudici da insediare alla Consulta per i prossimi novi anni chiamati a sostiturire, rispettivamente: Luigi Mazzella, designato dal centrodestra, scaduto addirittura il 28 giugno dello scorso anno; il presidente della Repubblica Sergio Mattarella trasferitosi a inizio anno al Quirinale e eletto alla Corte dal centrosinistra, Paolo Maria Napolitano scaduto lo scorso luglio e anche lui di indicazione del centrodestra.

La legge costituzionale che istituì la Corte prevede che i giudici costituzionali siano eletti a scrutinio segreto, con la maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea nelle prime tre votazioni. Per gli scrutini successivi al terzo è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei componenti l’assemblea. Domani si tratterà della votazione numero venticinque per la scelta del successore di Mazzella, della votazione numero quattro per il successore di Mattarella, della votazione numero due per il successore di Napolitano. Il che significa che per la prima in due votazioni su tre sarebbe sufficiente il quorum più basso alla portata di Pd e alleati di maggioranza. Novità che aveva indotto a pensare, all’indomani della sentenza della Consulta sulle pensioni, di un possibile blitz estivo di Renzi e della maggioranza per portare alla Consulta giuristi a loro più vicini.

Ma la tentazione di Renzi non sembra destinata a concretizzarsi. E se, come alla vigilia sembra, ai parlamentari sarà data indicazione di votare di nuovo scheda bianca è possibile che solo quando, fra altre due votazioni, anche il quorum per il terzo seggio vacante sarà sceso dai due terzi ai tre quindi, si possa arrivare a un accordo che riporti la Consulta a funzionare con i numeri del plenum che la Costituzione le ha assegnato.

D’altra parte mai come in questa legislatura i partiti sono diventati prudenti prima di abbandonare le schede bianche per formalizzare ufficialmente candidature. Molte, autorevoli, di diverso colore politico sono infatti state quelle indicate dai gruppi Pd e Fi ai loro parlamentari ma poi bruciate nel segreto dell’urna dal voto dei franchi tiratori: l’ex presidente della Camera Luciano Violante nel Pd, l’ex sottosegratario alla Presidenza Antonio Catricalà, l’ex avvocato generale dello Stato Ignazio Caramazza e l’ex presidente della commissione Affari Costituzionali Donato Bruno nel centrodestra.

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