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Lunedì 6 luglio 2015 - 08:33

Gentiloni: Grecia, serve decisione politica, Ue non è condominio

"Varoufakis? Non era lui il problema. Impensabile Ue senza greci"
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Roma, 6 lug. (askanews) – “Non credo che il problema fosse Varoufakis, comunque è presto per valutare”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni (Pd), ospite di Agorà estate su Raitre, commentando le dimissioni del ministro delle Finanze greco dopo la vittoria ottenuta dal suo governo nel referendum.

A giudizio del titolare della Farnesina il problema greco “non si risolve solo con una risposta tecnica, non possiamo scaricare sulle spalle, anche se robuste, di Mario Draghi” ma “se prevale la logica dei regolamenti il destino è segnato, si va verso una crisi, un default, se il problema è semplicemente applicare le regole, serve una decisione politica”.

“Il ruolo dell’Italia ora? Molto semplice, provarci ancora: abbiamo – ha osservato Gentiloni – un interesse per il futuro dell’Europa e anche della politica, del Mediterraneo, dell’Alleanza atlantica, oltre che dell’Unione europea, a trovare un punto di mediazione con la Grecia. E deve essere un punto che guarda lontano, non che dura tre mesi”.

“Non sarà facile, un pezzo dei paesi europei ritiene – ha detto ancora il ministro – che stiamo in un condominio, c’è un regolamento e chi non lo rispetta è pregato di accomodarsi. Noi non possiamo fare i tifosi di chi non rispetta le regole, noi le abbiamo rispettate e abbiamo pagato un prezzo ma dobbiamo avere un punto politico”. Oggi quindi “ci vuole più politica, più collegialità in Europa, non è facile”.

Il premier greco “non ha ragione quando dice che col referendum è nata una nuova Europa ma quel referendum dà più forza a Tsipras nella sua trattativa. Il problema – ha spiegato ancora Gentiloni – è se in questa trattativa prevale sia da parte greca sia da parte europea la ragione o prevale come abbiamo visto in questi anni, ad esempio sul rapporto con la Russia nella questione ucraina o sull’immigrazione, una impostazione burocratica. Se guardi al progetto europeo non puoi pensare a un’Europa con la Grecia fuori o che guarda dove non vorrebbe guardare, cioè all’orbita russa”.

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