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Mercoledì 1 luglio 2015 - 19:03

Malumori in Fi per “Viva Tsipras”, Tajani corregge il tiro in Ue

Berlusconi per ora evita di prendere posizione e pensa a processi
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Roma, 1 lug. (askanews) – In Italia c’è Renato Brunetta che dice “Viva Tsipras”, in Europa tocca ad Antonio Tajani correggere il tiro e arrivare addirittura a difendere l’operato di Angela Merkel. Mentre tutti i riflettori sono puntati sulla crisi greca, Forza Italia riesce – nel suo piccolo – a dividersi anche su un tema che dovrebbe far parte del suo core business.

In mezzo c’è Silvio Berlusconi che, per il momento non prende una posizione ufficiale: anche perché l’ex premier – che questa settimana ha “disertato” Roma – ha altro a cui pensare. Le grane giudiziarie sono tornate a bussare alla sua porta: non solo il Ruby ter, ma anche il processo napoletano sulla compravendita dei senatori la cui sentenza è prevista per l’8 luglio e la deposizione che dovrà fare il 10 luglio a Bari nel procedimento che lo vede “vittima” dei ricatti di Giampiero Tarantini.

Accade così che ufficialmente a dettare la linea azzurra sia Renato Brunetta (e il “suo” Mattinale) o Daniela Santanché. “Io sto con Tsipras. Stare con lui vuol dire stare con la democrazia”, sostiene la pasionaria azzurra. Posizione che, peraltro, si trova utilmente in sintonia con quella di Matteo Salvini.

La linea “viva Tsipras”, però, è andata di traverso a molti parlamentari che fanno davvero fatica a identificarsi con il leader di un partito di estrema sinistra. Non è un caso, tuttavia, se a uscire allo scoperto sia proprio Antonio Tajani, primissima fila di Forza Italia in Europa. Perché a Bruxelles, e tra i colleghi del Ppe, una posizione di quel tipo è stata percepita come ostile e degna di chiarimento.

“Io sto dalla parte di chi cerca l’accordo e, davanti al dramma della Grecia, agisce in modo responsabile. Certo non preferisco Tsipras”, dice Tajani a La Stampa, in un’intervista di cui Silvio Berlusconi era stato preavvisato. Una sconfessione di Brunetta? In realtà no, dal momento che – come accaduto anche altre volte in passato – l’ex premier lascia che parlino i suoi luogotenenti, anche contraddicendosi tra loro, lasciando che tale ambiguità gli torni utile.

Ufficialmente, infatti, mai e poi mai il Cavaliere potrebbe prendere le distanze dal Ppe, ma gli attriti passati con la Merkel sono noti e in più la sensazione di Berlusconi è quella di trovarsi di fronte a una situazione molto simile a quella che nel 2012 costrinse lui, su pressione degli euroburocrati, a lasciare il governo. E poi c’è il rapporto con Putin, che è andato a trovare proprio lo scorso fine settimana, che guarda con favore a Tsipras. Ma, come sottolinea Tajani, “per Forza Italia non c’è altra collocazione possibile” se non nel Ppe perché è “l’unica che corrisponda ai nostri valori: economia sociale di mercato, tutela della famiglia, lotta al terrorismo, difesa dell’Occidente”. Con Tajani, almeno in pubblico, si schiera soltanto il senatore Altero Matteoli. “Il centrodestra e Forza Italia – afferma – non possono condividere, né strategicamente né tatticamente, la posizione di Tsipras. Oltretutto, se Grillo e Vendola vanno ad Atene domenica prossima qualcosa significherà”.

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