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Venerdì 26 giugno 2015 - 11:18

Berlusconi condannato per accusa falsa a Di Pietro: 90 mila euro

Mise in dubbio la sua laurea in legge a "Porta a Porta" nel 2008
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Roma, 26 giu. (askanews) – Silvio Berlusconi deve pagare ad Antonio Di Pietro oltre 90mila euro (75mila a titolo di risarcimento e 15.350 per spese spese legali ed onorari) per aver messo in dubbio la laurea in Giurisprudenza dell’ex pm di Mani Pulite, poi fondatore e leader di Italia dei Valori. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Roma lo scorso 19 giugno con la sentenza 13516/2015 resa noto dall’avvocato di Di Pietro Sergio Scicchitano

“Sono estremamente soddisfatto perché finalmente, dopo oltre 7 anni di battaglie giudiziarie – ha affermato il legale- il Tribunale di Roma ha accertato la verità dei fatti confermando, come da noi sostenuto, che le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sono lesive dell’onore e del decoro dell’allora leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, la verità finalmente è emersa ed è stata accertata dalla Giustizia”.

I fatti risalgono al 10 aprile 2008 quando Berlusconi, ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta” mise in dubbio la veridicità della laurea di Di Pietro.

La sentenza mette fine a un procedimento che ha avuto alterne vicende e diversi organi di giurisdizione. Chiamato in Tribunale da Di Pietro per sospetti e accuse sul suo conto, Silvio Berlusconi aveva chiesto e ottenuto dalla Camera dei deputati di decretarne l’insindacabilità e di sollevare conflitto di attribuzioni con il Tribunale di Roma, invocando l’immunità parlamentare per le sue affermazioni. La Corte Costituzionale però ha dato torto alla Camera e a Berlusconi, escludendo che affermazioni in tv a “Porta a Porta” di un candidato premier riguardanti la validità del titolo di studio di un magistrato potessero rientrare nella libertà di espressione ed esercizio del mandato parlamentare. Il processo a Roma ha quindi potuto riprendere il suo corso, fino alla condanna dell’ex Cav di questi giorni.

Il procedimento, pendente dal 2008 presso il Tribunale Civile di Roma, si inserisce in un contesto giudiziale più ampio che ha già visto contrapposti Antonio Di Pietro e Silvio Berlusconi relativamente alle dichiarazioni rese da quest’ultimo sulla presunta laurea falsa di Antonio Di Pietro altre due volte, con esiti ogni volta diversi. Il primo procedimento si è celebrato davanti al Tribunale di Bergamo ed è stato archiviato per improcedibilità, a causa di una notificazione tardiva del Tribunale alla Corte Costituzionale che aveva in quel caso ammesso il conflitto sollevato dalla Camera sull’immunità. Il secondo, invece, si è svolto davanti al Giudice di pace di Viterbo e si è concluso con un accordo transattivo fra Berlusconi e Di Pietro, dopo che l’ex premier era stato rinviato a giudizio.

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