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Mercoledì 24 giugno 2015 - 15:45

Fassina: lascio Pd con sofferenza, ricostruisco sinistra governo

Fiducia su scuola insostenibile, no subalternità ai poteri forti
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Roma, 24 giu. (askanews) – “Ieri al circolo Pd di Centocelle ho con sofferenza lasciato il Pd, l’ho fatto nella periferia romana perchè lì stanno le mie radici, lì sono le persone che mi hanno sostenuto alle elezioni, lì sono quelli che voglio rappresentare e a cui devo dare delle risposte”, l’obiettivo “è ricostruire una sinistra di governo che non sia subalterna al liberismo economico e ai poteri forti”. Così Stefano Fassina, in una conferenza stampa alla Camera, ha spiegato le ragioni per cui ha deciso di lasciare il Pd. Con lui lascerà il partito anche la deputata Monica Gregori.

“La scelta del governo di mettere la fiducia sul ddl scuola – ha detto Fassina – è grave per le istituzioni e insostenibile per il Pd, dopo mesi di mobilitazioni, uno sciopero, il voto delle amministrative che ha chiaramente indicato una rottura con parte del popolo del Pd ci saremmo aspettati una apertura al dialogo, non tanto con la minoranza del Pd ma con chi si è sentito abbandonato”. Per l’ormai ex dem si tratta della “ennesima forzatura che riguarda anche il programma con cui siamo stati eletti e che non prevedeva questo, per noi la scuola rappresenta l’ultimo episodio di una vicenda che non abbiamo condiviso, come il jobs act”.

Secondo Fassina “il Pd si è riposizionato anche in termini di interessi che vuole rappresentare, sempre più attento all’establishment, a Marchionne, agli uomini della finanza internazionale che invadono le amministrazioni pubbliche, è subalterno a una politica economica che non funziona”.

“Lasciamo il Pd con spirito costruttivo – ha aggiunto – non passiamo all’opposizione e in Parlamento valuteremo i provvedimenti nel merito cercando di dare un contributo. Siamo tutti convinti che sia necessario il cambiamento ma deve essere progressivo e non regressivo come dimostrano le scelte degli ultimi mesi”.

(Segue)

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