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Martedì 23 giugno 2015 - 17:11

Via il carcere per i giornalisti, ok a norma ddl diffamazione

Multe fino a 50mila euro, norme valide anche per le testate online
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Roma, 23 giu. (askanews) – L’Aula della Camera ha approvato l’articolo 1 del ddl diffamazione con 207 sì, 62 contrari e 5 astenuti. Il testo elimina la pena della reclusione per la diffamazione a mezzo stampa prevedendo soltanto pene pecuniarie.

La diffamazione a mezzo stampa (compresa quella relativa alle testate giornalistiche on line), stabilisce l’articolo 1 del ddl diffamazione, è punita con la multa da 5.000 a 10.000 euro; se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato falso, la cui diffusione sia avvenuta con la consapevolezza della falsità, la pena è della multa da 10.000 euro a 50.000 euro. La condanna per questo delitto comporta l’applicazione della pena accessoria della pubblicazione della sentenza e nelle ipotesi di recidiva si applica la pena accessoria dell’interdizione dalla professione di giornalista per un periodo da un mese a sei mesi. Non sono punibili l’autore dell’offesa o il direttore responsabile che provvedano alla rettifica.

L’articolo 1 inoltre estende l’ambito di applicazione della legge sulla stampa alle testate giornalistiche e on line registrate presso le cancellerie dei tribunali e modifica la disciplina del diritto di rettifica. Le dichiarazioni o le rettifiche della persona che si sia ritenuta lesa nella dignità, nell’onore o nella reputazione, devono essere pubblicate senza commento, senza risposta, senza titolo e con l’indicazione del titolo dell’articolo ritenuto diffamatorio, dell’autore dello stesso e della data di pubblicazione; ciò a meno che le dichiarazioni o le rettifiche non siano suscettibili di incriminazione penale o non siano inequivocabilmente false.

E’ disciplinata anche la rettifica sulle testate giornalistiche on line precisando che gli obblighi di pubblicazione vanno assolti entro 2 giorni dalla richiesta (come i quotidiani cartacei), con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia rettificata. Per la mancata o incompleta ottemperanza all’obbligo di rettifica la sanzione va da un minimo di 8mila euro a un massimo di 16mila.

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