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Lunedì 22 giugno 2015 - 20:22

La maggioranza accelera, giovedì possibile fiducia sul ddl

Domani al Senato la proposta di mediazione alle opposizioni
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Roma, 22 giu. (askanews) – La maggioranza prepara la stretta finale sul ddl di riforma della scuola. Domani alle 10,30 la commissione Istruzione del Senato riprende l’esame del provvedimento e l’esito della riunione segnerà il cammino della “buona scuola”. Che, nel giro di poche ore, forse giovedì, potrebbe finire nell’aula del Senato “blindata” da un voto di fiducia.

La proposta di mediazione preparata dai relatori Franco Conte (Ap) e Francesca Puglisi (Pd) è al centro di un lavoro che è ancora in corso e che occuperà fino all’ultimo minuto disponibile per arrivare in commissione con un testo che convinca le opposizioni. Tra le novità del maxi-emendamento la possibilità di assumere anche i circa 6 mila e 500 docenti idonei del concorso del 2012 – fermo restando lo stesso numero di assunzioni previste, circa 107 mila -, l’ampliamento a un numero maggiore di docenti – da 2 a 4 – della commissione di valutazione dei prof, un tetto di 100 mila euro per lo school bonus, le donazioni delle aziende alle scuole.

Se tutto questo basterà alle opposizioni il lavoro in commissione e poi in aula, seppur in tempi strettissimi, sarà in discesa, altrimenti la strada resta una: portare in aula il maxi-emendamento – senza votare il mandato al relatore in commissione – e poi porre la fiducia. Cosa che, verosimilmente, potrebbe accadere giovedì.

Per il premier Matteo Renzi su questo “deciderà il Parlamento”, ma, insiste il presidente del Consiglio, “è del tutto evidente che se la riforma non passa o non passa in tempo, le assunzioni saranno quelle previste dal turn over, che sono circa 20-22mila persone” e non le 100 mila di settembre, né tantomeno quelle possibili nel 2016. In attesa di ciò che accadrà domani nella settima commissione di Palazzo Madama – dove i numeri per la maggioranza, 15 a 12, non sono tali da far dormire sonni tranquilli al governo – è già nell’aria una convocazione, domani stesso, della conferenza dei capigruppo. Servirà a stilare di nuovo, se necessario, il calendario dei lavori del Senato, dove è previsto, mercoledì prossimo, il premier Renzi in aula sul Consiglio europeo.

Al momento le opposizioni sono sul piede di guerra. “Credo che vorranno bypassare la commissione e mettere la fiducia in aula, a noi non è arrivata nessuna proposta di mediazione, vedremo domattina”, spiega una senatrice di opposizione. “Ogni giorno il presidente del Consiglio ripete il suo ricatto: o la riforma della scuola passa come la voglio io o ne faranno le spese i 100mila precari che dovrebbero essere assunti. E’ un ricatto ignobile e indecente”, commentano la presidente del Gruppo Misto-Sel Loredana De Petris e la senatrice di Sel Alessia Petraglia. Anche dalle parti della minoranza Pd il quadro non è molto rassicurante. “La fiducia – ragiona il deputato Roberto Speranza – sarebbe una sconfitta per il Parlamento, il testo va modificato, va migliorato, per ricreare una sintonia col mondo della scuola”. Ancora più duro il senatore Corradino Mineo: “Riterrei il ricorso alla fiducia un abuso e una dichiarazione di guerra contro il mondo della scuola”.

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