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Mercoledì 10 giugno 2015 - 21:28

Resta distanza con Verdini. Cav vede Putin (Salvini invece no)

Colombe in azione, settimana prossima probabile nuovo incontro
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Roma, 10 giu. (askanews) – Il fatto che sia durata più di tre ore qualcosa, certo, significa. E significa che, perlomeno, i toni sono stati meno accesi delle ultime volte. Silvio Berlusconi e Denis Verdini sono tornati a vedersi ieri sera a palazzo Grazioli e, probabilmente, torneranno a farlo anche la settimana prossima. Ma se il clima tra i due è migliorato, non sarebbe invece cambiata di una virgola la distanza sulle questioni legate al partito (e al cerchio magico) e sul rapporto con il governo, in particolare sulle riforme.

“Stai sbagliando tutto”, è il messaggio che ancora una volta il senatore toscano ha consegnato al Cavaliere. La rottura del patto del Nazareno – è la sua opinione – ha reso Forza Italia irrilevante e le elezioni hanno dimostrato che la strada dell’opposizione fin qui seguita ha messo il partito ormai a traino della Lega.

Silvio Berlusconi non ha alcun interesse a perdere altri pezzi in Senato dopo che già Fitto si è portato dietro 12 esponenti. Le colombe si stanno muovendo perché si eviti la deflagrazione. Non soltanto Gianni Letta e Fedele Confalonieri: il Cavaliere, per dire, oggi ha anche ricevuto Altero Matteoli, uno che sulle candidature toscane si era schierato con Verdini e dunque contro l’area rappresentata da Deborah Bergamini, ma che in questa fase si candida a tentare una mediazione. Il cosiddetto cerchio magico, però, non la vede esattamente così. Da quelle parti sono convinti che il senatore toscano sia praticamente ormai da tempo “renziano” e che ormai abbia deciso di creare dei gruppi per andare in soccorso del premier a palazzo Madama se ne avrà bisogno su materie come scuola e riforme costituzionali. Non sono gli unici, visto che anche un “cane sciolto” come Augusto Minzolini parla della nascita di un governo Renzi-Alfano-Verdini.

Beghe di cui l’ex premier si è dovuto occupare anche se notoriamente sono questioni che lo appassionano molto poco, a differenza dell’incontro serale con l’amico Vladimir Putin. Non una cena ma una specie di saluto all’aeroporto di Fiumicino, ricavato al termine della visita che ha portato il presidente russo tra l’Expo, il Vaticano e il Quirinale. L’ultima volta che si videro fu a Milano, nella palazzina di via Rovani, e per l’occasione Berlusconi ottenne anche una deroga sugli obblighi dei servizi sociali per rimanere a brindare con l’amico fino alle due di notte. Questa volta pochi minuti, che sono però sufficienti a rinsaldare un asse che si è consolidato nell’arco degli ultimi 14 anni. Più volte, d’altra parte, il Cavaliere ha recentemente ribadito di trovare sbagliate sia le sanzioni contro la Russia che l’esclusione dal G8. Inoltre, l’ex premier incassa una piccola vittoria in chiave interna, perché alla fine non c’è stato il colloquio tra Putin e Matteo Salvini e tanto basta per fargli dire che quando si alza un po’ il livello in campo nel centrodestra c’è un solo leader: lui.

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