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Giovedì 4 giugno 2015 - 18:52

Mafia capitale, Pd: Marino-Zingaretti baluardo contro il crimine

Il presidente Orfini ribatte alle accuse dopo nuovi arresti
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Roma, 4 giu. (askanews) – “È evidente che Marino e Zingaretti sono un baluardo contro la criminalità e il malaffare, grazie alle loro denunce emergono i fatti”. Il presidente del Pd, Matteo Orfini, ha difeso il sindaco di Roma e il presidente della Regione da chi chiede le loro teste dopo la nuova tranche dell’inchiesta Mafia Capitale che ha portato all’arresto, tra gli altri, l’ex presidente dem del Consiglio comunale capitolino Mirko Coratti.

“Non ci sono le condizioni per chiedere le dimissioni a Marino, che deve andare avanti: questa è la vera risposta alla criminalità”, ha detto Orfini in conferenza stampa al Nazareno, dopo aver incontrato proprio Marino e Zingaretti. “Emergerà che molte di queste inchieste sono frutto delle denunce fatte dal sindaco – ha aggiunto Orfini – perciò dobbiamo ringraziarlo perché lui è il nemico di Buzzi e Carminati”.

Orfini ha voluto “ringraziare la Procura di Roma e Pignatone e il suo pool che stanno pulendo la città” e ha voluto ricordare che “la Procura ha sempre avuto il Pd e l’amministrazione capitolina e regionale al suo fianco”. Il presidente del Pd ha inteso così sgombrare il campo da “letture strampalate” sulla vicenda e ribadire che “il ripristino della legalità è al centro della nostra agenda ancora prima che si aprisse l’inchiesta. La Giunta Marino nel 2013 chiese al ministro dell’Economia Saccomanni l’intervento degli ispettori del ministero per verificare gli atti amministrativi del suo predecessore perché appariva subito chiaro il modo discutibile in cui era stata amministrata la città e si rivolse anche alla Procura di Roma per consegnare carte su cui aveva perplessità e dubbi”.

“In passato la guerra tra bande nel Pd romano ha portato a imbarcare chiunque, ma con le nuove regole e la trasparenza questo non accadrà più”, ha assicurato ancora Orfini, che è anche commissario del partito romano. “Se non avessimo avuto problemi non avremmo commissariato il Pd di Roma. Se Coratti è colpevole è giusto che paghi, è già stato sospeso dal Pd e comunque non era esattamente un sostenitore della Giunta Marino”. Secondo il presidente del Pd, il partito della Capitale “con Marino e Zingaretti sta costruendo una battaglia difficilissima per la legalità e il Pd è stato commissariato per non essersi accorto di quanto stava accadendo, perché era ostaggio di una battaglia interna. Ma oggi il Pd è diverso, dopo sei mesi di lavoro di commissariamento l’abbiamo ricostruito e a giorni ripartirà il tesseramento con la massima trasparenza”.

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