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Sabato 30 maggio 2015 - 18:15

M5s oltre Grillo, svolta dialogante alla prova delle Regionali

Consolidamento dopo la crisi. E in Liguria insegue la sorpresa
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Roma, 30 mag. (askanews) – Il sei a uno, cinque a due o quattro a tre nelle elezioni regionali, tema di cui si discute in ottica Pd-centrica, sparisce dall’orizzonte quando si guarda alle aspettative o ai timori del Movimento 5 stelle. La creatura di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio ha attraversato una lunga fase di declino dei consensi dopo il clamoroso boom delle politiche 2013 (oltre 8 milioni e mezzo di voti, primo partito nelle preferenze degli elettori anche se superato da centrodestra e centrosinistra grazie al meccanismo delle coalizioni); oggi è alla ricerca di una sorta di consolidamento che gli consenta di ipotizzare un ruolo da protagonista anche in una futura consultazione elettorale generale con le regole dell’Italicum.

Il M5s ha incassato nel maggio 2014 la delusione delle europee, con quasi tre milioni di elettori persi e un arretramento superiore ai quattro punti percentuali. Ma il risultato simbolo della crisi è forse quello delle regionali del novembre scorso in Calabria, quando il M5s è stato votato da 39.658 elettori, pari al 4,96%, insufficiente per eleggere anche un solo consigliere.Un anno e mezzo prima, alle politiche, i voti erano stati più di 232mila.

Si vota in sette regioni, il test è parziale ma attendibile: i vituperati sondaggi, fino a quando sono stati pubblici, accreditavano i cosiddetti grillini di percentuali fra il dieci e il venti per cento in quasi tutte le regioni. Le partite decisive per il movimento si giocano soprattutto nelle due regioni in bilico: Campania, la regione dalla quale provengono i quattro quinti del direttorio nazionale, oggi un po appannato, e Liguria, la terra del fondatore e leader. E proprio in Liguria la trentaduenne Alice Salvatore, concittadina di Grillo, laurea in lingue, dottorato in letterature comparate, docente e traduttrice precaria, potrebbe essere la sorpresa più significativa a livello nazionale. In teoria la candidata del M5s è abbastanza vicina ai rivali, sempre a dar credito ai sondaggi, da poter tentare una clamorosa rimonta last minute, anche grazie alla rottura fra Pd e sinistra. La candidatura del civatiano Luca Pastorino ha rimesso in questione il tradizionale vantaggio del centrosinistra (che presenta l’assessore uscente Raffaella Paita) sul centrodestra rappresentato dal consigliere di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti.

I temi politici della campagna sono quelli noti del Movimento 5 stelle: equità sociale, con la proposta del reddito di cittadinanza, lotta alla corruzione, risparmi sui costi della politica, difesa del territorio, stop alle grandi opere e alla cementificazione. Ma al di là delle proposte per i cittadini, in questa consultazione si gioca anche una partita interna: si vedrà quanto paga la scelta di tornare negli odiati talk show televisivi e di accettare qualche compromesso in più in Parlamento, come è accaduto sulla legge cosiddetta degli ecoreati; insomma si misurerà il consenso per il nuovo volto dialogante del M5s, che si dice sia caldeggiato soprattutto dal leader in pectore, il giovane vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. E di conseguenza che spazio politico reale ci sarà ancora per il leader Grillo e per il cofondatore Casaleggio, che hanno guidato a distanza, non senza tensioni e contraccolpi sulla vita interna, il movimento nei primi due anni di vita parlamentare.

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