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Sabato 23 maggio 2015 - 10:43

Criscuolo: Consulta ineccepibile sulle pensioni

Corte non poteva attendere o essere condizionata dai dati Mef
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Roma, 23 mag. (askanews) – “Eravamo e siamo sereni.La Corte, come sempre, ha giudicato secondo coscienza e secondo le regole”. Il presidente della Consulta Alessandro Criscuolo fa il punto sulle pensioni e sull’ormai famosa sentenza sulla legge Fornero in un’intervista a Repubblica. “Se il ministero dell’Economia aveva a cuore i dati sulle pensioni poteva trasmetterli alla Corte”. Criscuolo replica così al ministro dell’Economia Piercarlo Padoan che ieri criticava appunto la sentenza sulla legge Fornero: “Non ho nessuna ragione di coltivare una polemica con il ministro Padoan. Ma dare per scontato che la Corte dovesse acquisire i dati prima di decidere sulle pensioni mi sembra che non risponda all’attuale disciplina che regola il funzionamento della Consulta. D’altra parte, acquisire questi dati a cosa doveva condurre? Forse all’accertamento del numero delle pensioni coinvolte? O sarebbero dovuti servire per formare il nostro convincimento? Ma tutto questo non corrisponde alla natura della Corte costituzionale, che opera come un giudice, e quindi non ha la possibilità di aspettare dati che, a tuttora, mi sembrano incerti, perché non si sa qualche sia l’entità del cosiddetto buco determinato dalla sentenza”.

Secondo Criscuolo quindi l’Avvocatura dello Stato, opportunamente allertata dal Mef, avrebbe potuto portare alla Corte i dati di impatto sulle pensioni, “Sì, certo, avrebbe potuto farlo, rispettando il contraddittorio con le altre parti. Il ministero dell’Economia avrebbe potuto far pervenire alla Corte i dati cui lo stesso ministro si riferisce. Ma non è sostenibile che la Corte dovesse aspettare quei dati per decidere”.

Le cifre fornite dal Mef dopo la sentenza parlano di un impatto intorno ai 18-19 miliardi di euro. Se la Corte avesse avuto tra le mani questo dato la decisione sarebbe cambiata o sarebbe stata la stessa? “Questo è difficile dirlo – osserva il Presidente della Corte Costituzionale -, perché dipende dalla natura dei dati forniti. Ma certamente si porrebbe un grave problema relativo al condizionamento dell’attività della Corte che dovrebbe rimanere in attesa dell’acquisizione di questi elementi di convincimento. Mi spiego in modo da farmi capire anche da chi non è un tecnico: la Corte, in una situazione del genere, si metterebbe nelle condizioni di dover decidere condizionata da un elemento esterno proveniente da una delle parti”.

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