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Mercoledì 13 maggio 2015 - 21:25

Renzi contrattacca su scuola: non sciupiamo ripartenza Italia

Premier incassa pil positivo,confronto con Mattarella su pensioni
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Roma, 13 mag. (askanews) – L’aveva preannunciato, e alla fine è arrivato: dopo lo sciopero dei sindacati, “tanto l’avrebbero fatto comunque”, Matteo Renzi va al contrattacco contro “le falsità” e gli “slogan ideologici” che dal mondo della scuola sono stati usati verso la riforma Giannini. Sapendo che su questo tema dovrà fronteggiare anche le resistenze di una parte della minoranza. Ma con la convinzione che, superato questo scoglio, magari rinfrancato da un successo alle Regionali, ci si possa dedicare alla nuova agenda che da tempo il premier ha in cantiere: “C’è ancora tanto da fare – dice in serata – ma abbiamo ancora tanta energia”.

Concetto che avrebbe espresso anche nel colloquio con il capo dello Stato Sergio Mattarella, ribadendo la volontà di proseguire con le riforme – anche su temi ‘di sinistra’ come le unioni civili – confortato dai “piccoli passi in avanti” registrati oggi su diversi temi: “Il pil che torna a crescere, l’approvazione da parte della Ue della linea italiana sulla flessibilità, il piano sui migranti”.

Certo, nella “fase affascinante” promessa qualche settimana fa è venuto a mancare il bonus a favore dei minori che vivono in povertà: “Me lo sono dovuto rimangiare”, ha confessato ieri, causa la sentenza della Consulta sulle pensioni. Una questione che troverà conclusione al cdm di lunedì o al massimo in settimana, se dovesse emergere la necessità di ulteriori approfondimenti. Un tema discusso anche questo con il Capo dello Stato, descritto da fonti parlamentari Pd come “ovviamente attento al rispetto rigoroso della sentenza”, ma anche “consapevole della necessità di salvaguardare l’equilibrio dei conti, anch’esso bene costituzionale”.

Ma il cuore della giornata, per Renzi, è stata senz’altro la scuola: lavagna e gessetti, dalla biblioteca di palazzo Chigi il premier ci ha messo la faccia per parlare con un video direttamente ai cittadini e a chi – insegnanti, genitori e studenti – gravita intorno al mondo della scuola. Con un plus: la lettera ai 600mila docenti per spiegare anche a loro nel dettaglio – e senza il filtro del sindacato – lo spirito e il merito della ‘Buona Scuola’.

La convinzione del premier è che i segnali di ripresa del PAese siano ormai “quotidiani”, dall’economia alla “maggiore credibilità” del Paese in Europa, dove si sta concretizzando il pressing – portato avanti proprio insieme a Mattarella – su temi come la flessibilità e l’accoglienza dei migranti. E allora agli insegnati, si rivolge con un appello che potrebbe essere rivolto anche ad un pubblico più ampio: “C’è un Paese, l’Italia, che sta ripartendo. Con tutti i nostri limiti abbiamo l’occasione di costruire un futuro di opportunità per i nostri figli. Sciuparla sarebbe un errore”.

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