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Mercoledì 13 maggio 2015 - 17:53

Lavagna e gesso a Chigi, videolezione Renzi su riforma scuola

Il premier: benvenga confronto ma inaccettabili minacce e proteste
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Roma, 13 mag. (askanews) – Lavagna, gesso, camicia bianca e videocamera: il premier Matteo Renzi ha inaugurato le videolezioni dal sito di palazzo Chigi, partendo dalla sua riforma della scuola: il ddl per la “buona scuola” come lui e le ministre Giannini e Boschi continuano a chiamarlo, a dispetto di scioperi degli insegnanti, manifestazioni degli studenti, minacce di far saltare gli scrutini di fine anno. E nel video sulla riforma della scuola che ha pubblicato sul sito di palazzo Chigi, il premier ha criticato duramente le iniziative di protesta adottate dai sindacati degli insegnati, addebitando “parte della responsbailità” della perdita di autorevolezza degli insegnanti appunto al “fatto oggettivo” della tipologia di proteste.

“Quando si chiede ai ragazzi di boicottare le prove Invalsi e si minaccia il blocco degli scrutini – ha detto il premier- non si sta facendo un servizio alla scuola e non si sta facendo un servizio a quei ragazzi. Io sono contento del fatto che finalmente la scuola sia al centro della discussione. Certo non apprezzo alcuni toni o polemiche, il boicottagio di chi non vuole far partecipare i ragazzi all’Invalsi”. Detto questo, “il fatto che la scuola sia al centro della discussione è positivo”.

“La scuola – ha sottolineato Renzi- non è una questione su cui si possono fare battaglie politiche, è il luogo dove o si cambia il Paese o si resta costretti nella palude e nel chiacchiericcio. Discutiamone, parliamone, ma facciamolo sulle cose concrete, non sugli slogan ideologici”. D’altra parte “oggi stesso firmerò la circolare con i ministri dell’Economia e delle Infrastrutture che porta oltre 4 miliardi di euro di nuovi investimenti nell’edilizia scolastica”.

Renzi, armato di gessetti e con la classica lavagna alle sue spalle, ha spiega punto per punto la sua proposta di “buona scuola” . “Potrà piacere o non piacere – ha sottolineato- ma la riforma parla di alternanza scuola-lavoro, con il 44% disoccupazione giovanile; cultura umanistica; più soldi agli insegnanti; l’autonomia come principio fondamentale; infine la continuità con l’assunzione dei precari”. E invece “cosa non c’è nella riforma? Non si parla delle vacanze degli studenti; non ci sono presidi-Rambo; non è vero che il preside assume l’amico dell’amico o che ci sono licenziamenti dopo 36 mesi: sono assolute falsità”. Al contrario “cosa c’è invece? Gli asili nido; il diritto allo studio per cancellare le disuguaglianze in partenza; la scuola digitale; quattro miliardi per l’edilizia scolastica”.

Dunque, è l’appello del premier, “possiamo discutere serenamente di questo? Non può essere la riforma del prendere o lasciare, perchè la riforma appartiene a tutta la comunità: ma se ridiamo centralità alal scuola forse l’Italia torna a crescere. Non mi accontento del pil allo 0,3%, io voglio per la scuola il ruolo che merita, la centralità nel futuro”.

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