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Martedì 12 maggio 2015 - 21:06

Fumata nera dopo 3 ore, sulla scuola è rottura Governo-sindacati

Si valuta blocco scrutini a ridosso Regionali. M5s: in piazza insieme mentre Camera vota
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Roma, 12 mag. (askanews) – “Ascolto” da parte del governo, ma ledistanze restano tutte perchè “le modifiche apportate non hannocambiato i punti critici della riforma”. Al termine di tre ore diincontro a Palazzo Chigi tra il governo – rappresentato daiministri Stefania Giannini, Maria Elena Boschi, Marianna Madia eGraziano Delrio insieme al sottosegretario alla presidenza delConsiglio Claudio De Vincenti – e quindici sigle sindacali delmondo della scuola la sintesi è nelle parole della segretariaCisl Anna Maria Furlan: “Siamo stati ascoltati, ci saranno altrimomenti di incontro ma per ora non abbiamo soluzioni in tasca”.Tanto che i sindacati di categoria sono pronti ad annunciare”nuove iniziative di mobilitazione” anche nel periodo della finedella scuola, con sullo sfondo lo spauracchio del blocco degliscrutini.

Strada da valutare “attentamente” osserva la leader Cgil SusannaCamusso perchè spaccherebbe l’unità trovata nelle piazze trainsegnanti, studenti e famiglie. Mentre il ddl prosegue il suoiter a Montecitorio, in attesa che venga votato il mandato alrelatore per l’aula, il governo promette ai sindacati nuovimomenti di “approfondimento” e di confronto nelle “audizioni alSenato” e in un nuovo incontro tra la ministra Giannini e lecategorie. “Noi siamo un po positivi” spiega il ministro dopo iltavolo a Palazzo Chigi, “è stata una dimostrazione concreta cheil governo continua a dialogare, mentre il provvedimento fa ilsuo corso”.

Per ora le modifiche restano quelle passate in commissionecultura alla Camera e il testo approderà in questa forma il 14maggio in aula a Montecitorio per uscirne, secondo le intenzionidella maggioranza codificate nel calendario della capigruppo, seigiorni dopo, il 19 maggio. Giorno per il quale il Movimentocinque stelle, che da settimane ha lasciato per protesta i lavoridella settima commissione, chiama in piazza Montecitorio per unsit in di protesta tutto il mondo della scuola. Poi la partita sisposterà al Senato con l’intento del governo di chiudere entro lametà di giugno perchè la riforma, con il piano delle assunzioni,sia operativa da settembre.

Una cosa è certa: così com’è non va bene, seppure, con tonidiversi a nessuno dei sindacati. Per la leader Cgil SusannaCamusso “oggi non abbiamo avuto nessuna risposta alle criticitàche abbiamo esposto anche se il Governo ne ha preso nota. Siamoben lontani da quel cambiamento profondo dell’impianto che andavadefinito”. Insomma i confederali concordano sul fatto che “gliemendamenti sono insufficienti”. “Vedremo a breve – conclude laFurlan – se quello di oggi è stato solo un incontro di cortesia ono”.

Vep

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