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Giovedì 7 maggio 2015 - 17:41

Da Letta a Boschi, 16 mesi di “stop and go”

Legge Frattini in altalena in Parlamento, secondo rapporti con Cav
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Roma, 7 mag. (askanews) – L’annuncio, da parte del ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, della volontà del governo di chiedere il voto in aula alla Camera sulla riforma della disciplina del conflitto di interessi, prefigura il possibile sblocco di un iter parlamentare ricco di “stop and go” in questa e in passate legislature. Di regola collegato allo stato dei rapporti fra Silvio Berlusconi e il leader del momento del centrosinistra.

– SETTEMBRE 2004, IN ITALIA PRIMA LEGGE CONFLITTO INTERESSI TARGATA FRATTINI – Il 9 Settembre 2004 è entrata in vigore la prima legge nell’Italia repubblicana di disciplina del conflitto di interessi. Era stata approvata in luglio dall’allora maggioranza parlamentare di centrodestra su iniziativa del governo Berlusconi a firma del ministro Franco Frattini. Fra ilarità e denunce del centrosinistra per la sostanziale inapplicabilità al premier-imprenditore Silvio Berlusconi, salvo il suo dovere di astensione in Cdm da decisioni riguardanti le sue aziende.

– GENNAIO 2014, IL TENTATIVO ANTI-NAZARENO IN EXTREMIS DI LETTA Il 31 gennaio 2014 il governo Letta, nell’estremo tentativo di salvare se stesso dopo il neonato patto del Nazareno sulle riforme, fra il nuovo segretario del Pd Matteo Renzi e Silvio Berlusconi da poco uscito dalla maggioranza di governo, approva in Consiglio dei ministri una proposta di riforma del conflitto di interessi, chiedendo al Parlamento la procedura di urgenza.

– DICEMBRE 2014, AULA CAMERA FRA URLA E INSULTI RINVIA RIFORMA IN COMMISSIONE PER LA TERZA VOLTA IN NOME PATTO NAZARENO – L’iter della riforma della legge Frattini è attualmente fermo in commissione Affari Costituzionali alla Camera dallo scorso 11 dicembre 2014. Quel giorno lì fu rinviata al termine di una infuocata seduta dell’assemblea fra urla e insulti dei M5s e Lega che scatenarono la bagarre contro Pd e maggioranza del governo Renzi, allargata a Forza Italia, che, in nome del patto del Nazareno sulle riforme, ne aveva deciso l’accantonamento. Si è trattato del terzo rinvio della riforma del conflitto di interessi in commissione dall’inizio della legislatura.

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