Header Top
Logo
Domenica 23 Luglio 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Conclusa discussione generale Italicum, aula Camera semideserta

colonna Sinistra
Lunedì 27 aprile 2015 - 14:46

Conclusa discussione generale Italicum, aula Camera semideserta

Disertano 3 relatori su 4.Appello minoranze Pd: no a voti fiducia
20150427_144622_6523064E

Roma, 27 apr. (askanews) – Si è svolta in un’Aula di Montecitorio semideserta la discussione sulle linee generali sull’Italicum. Assenti anche tre dei quattro relatori di minoranza, Danilo Toninelli (M5S), Cristian Invernizzi (Lega) e Ignazio La Russa (Fdi-An), in evidente segno di protesta contro i tempi ristretti a disposizione per illustrare le contrarietà alla legge elettorale così come congedata dal Senato, senza modifiche. Non si è invece sottratto al suo compito il relatore di Fi, Paolo Sisto, presidente della commissione Affarti costituzionali, il quale ha ricordato di avere partecipato alla stesura del testo originale dell’Italicum stabilendo un assetto che però è stato cambiato “non di poco” a palazzo Madama.

Dal canto suo Gennaro Migliore, relatore del Pd, ha difeso il testo all’easame di Montecitorio, pur riconoscendo che si tratta di un testo perfettibile , assicurando che i deputati eletti saranno 630 e lanciando un appello, rivolto ai dissidenti interni nel Pd, affinchè non si ceda all’immobilismo nel “momento ineludibile della decisione”.

A loro volta gli esponenti delle minoranze del Partito democratico, come Rosi Bindi, Andrea Giorgis, Barbara Pollastrini, hanno lanciato i loro appelli affinchè il governo non leghi la sua vita all’Italicum, rinunci al proposito di porre la questione di fiducia sul provvedimento, mettendo a rischio “la qualità della democrazia”, e apra alle modifiche da tempo richieste.

Non ha rinunciato al suo intervento “extra-parlamentare” il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il quale, proprio durante lo svolgimento della discussione alla Camera, ha voluto rendere pubblica la sua lettera aperta ai segretari dei circoli del Pd ribadendo che le minoranze del suo partito “possono mandare a casa il governo se proprio vogliono, ma non possono fermare l’urgenza del cambiamento che il Pd di oggi rappresenta”.

Dagli altri partiti della maggioranza, Area popolare e Scelta civica, sono stati sottolineati i punti critici dell’Italicum chiedendo di scongiurare il rischio della fiducia e dei voti segreti senza però fare mancare il proprio sostegno alla legge.

Prima della chiusura della discussione sulle linee gerali dell’Italicum è voluto infine intervenire Toninelli, chiedendo al governo di non proseguire nelle forzature nei confronti del Parlamento e annunciando la presentazione da parte del suo gruppo di un numero limitato di emendamenti.

Nella replica del governo, il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha sottolineato che l’Italicum garantisce governabilità, la bontà delle norme sul premio di maggioranza e quindi si è rivolta prima alle minoranze del Pd e poi a Forza Italia. In merito al dibattito interno al suo partito, Boschi ha ribadito il no del governo a baratti tra legge elettorale e riforme costituzionali, confermando l’apertura a modificare queste ultime. Al partito di Silvio Berlusconi, ha ricordato che “la coerenza non è un optional” e che se Fi ha cambiato idea sull’Italicum dopo l’elezione di Sergio Mattarella, il Pd non lo ha fatto.

L’Aula procederà nella possima seduta, che potrebbe anche svolgersi nella giornata di domani, con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità, per le quali Forza italia ha già annunciato che chiederà il voto segreto.

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su