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Venerdì 24 aprile 2015 - 20:45

Renzi: Italicum passerà o cade il governo. M5s attacca

Grillo: "Aventino generalizzato". Critici anche Letta e D'Alema
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Roma, 24 apr. (askanews) – La riforma della legge elettorale approderà nell’aula della Camera lunedì prossimo, ma la bufera polemica che infuria sull’Italicum non accenna a placarsi, tanto che il presidente del Consiglio Matteo Renzi torna a lanciare un avvertimento: “Se non passa l’Italicum – avverte – cade il Governo” Sulla fiducia, dice, “decideremo”, ma il premier rilancia il suo messaggio di ottimismo: “Credo di sì”, risponde alla domanda se pensa che l’Italicum sarà approvato. Quanto al suo partito, “perché il Pd dovrebbe spaccarsi?”.

La bordata più pesante della giornata la spara il blog di Beppe Grillo, che si affida all’esperto esterno di leggi elettorali del Movimento 5 stelle, lo storico Aldo Giannuli, che ricorda come “un Parlamento eletto grazie ad un sistema elettorale incostituzionale e nel quale quasi un quinto degli eletti ha cambiato bandiera, sta per varare una legge elettorale che ha gli stessi difetti di incostituzionalità”. Giannuli ricorda i due precedenti di fiducia posta dal Governo sulla legge elettorale: la “legge truffa” di De Gasperi, che però aveva dalla sua almeno la giustificazione dell’urgenza, a pochi mesi dal voto, e la legge Acerbo varata dal regime fascista: “Di fascismo ne è bastato uno solo” è il titolo del post sul blog. Secondo lo studioso M5S la situazione “è di una gravità senza precedenti e si impone un intervento del presidente della Repubblica, nella sua veste di garante della Costituzione” e in ogni caso “se esso dovesse mancare, se nonostante tutto, l’Italicum dovesse essere approvato grazie a queste bravate e non trovare alcun argine istituzionale, alle opposizioni non resterebbe che meditare sull’opportunità di un Aventino generalizzato”.

Ma non c’è solo Grillo a mettere nel mirino l’azione del Governo sulle riforme: anche Enrico Letta, ribadisce che “esprimere dubbi sull’opportunità di approvare riforme elettorali e costituzionali a maggioranza risicata, con la contrarietà di tutte le opposizioni, esterne e addirittura anche interne, è, a mio avviso, una semplice questione di buon senso. A maggior ragione – sottolinea il predecessore di Renzi – visto la brutta fine che hanno fatto le riforme costituzionali del 2001 e 2005 e la legge elettorale poi denominata Porcellum, cioè le tre grandi riforme delle istituzioni approvate nel nostro paese ‘a maggioranza stretta’ e non con un più largo spirito costituente”. Duro Massimo D’Alema sulle pressioni di Renzi sui deputati: “La legge elettorale è materia squisitamente parlamentare, il governo – ammonisce l’ex premier – dovrebbe occuparsi di governare, di lavoro, di affrontare le emergenze internazionali e lasciare che il Parlamento discuta liberamente di legge elettorale. Questa sarebbe la normalità democratica”.

Il clima non è dei più sereni in casa democratica, e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi replica in modo pungente a Letta ricordando che il Governo ha superato “una fase di blocco totale e di stallo che si era creata con il governa Letta su entrambi i provvedimenti”. In ogni caso, sull’Italicum “sinceramente non ci sono profili di incostituzionalità”.”Abbiamo lavorato per un anno e mezzo – dice – alla legge elettorale nei due rami del Parlamento, abbiamo sentito molti costituzionalisti in Parlamento e anche fuori. Dopo un anno e mezzo di lavoro serio siamo davvero a un passo da avere una buona legge elettorale, che è legittima, funziona bene e soprattutto dopo nove anni il Parlamento è in grado di dimostrare che sulla legge elettorale riesce a svolgere il proprio lavoro”.

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