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Venerdì 17 aprile 2015 - 15:20

Condanna del Vaticano per migranti uccisi: Europa ricordi radici

Card. Vegliò: assurda l'equazione immigrato ugugale criminale
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Città del Vaticano, 17 apr. (askanews) – “Condanna assoluta” della vicenda dei dodici migranti cristiani che sarebbero stati gettati in mare, da un barcone con cui tentavano di giungere in Italia, da altri migranti di religione musulmana. Sono le parole del cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del pontificio consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, il dicastero vaticano responsabile per l’immigrazione.

“Il fenomeno delle migrazioni è già di per sé una questione così seria, se si aggiungono altri elementi, come quello religioso, vuol dire che il problema diventa ancora più complesso”, afferma Vegliò ad Askanews. “Pur con tutta la cautela necessaria, perché è da capire veramente come sono andate le cose, ciò che è accaduto è un atto da condannare in maniera assoluta: uccidere uno che viaggia con te per salvare la sua vita e cercare una vita migliore è molto triste”. Il poporato non vuole fare “una condanna generale dell’islam”, perché “non si può condannare tutto, bisogna distinguere i gruppi di fanatici. Però – prosegue – è un fatto esecrabile ed è innegabile che ci siano persecuzioni contro i cristiani. Non dobbiamo dimenticarlo: il Papa ci ritorna spesso. E’ una cosa molto seria, è un fenomeno che è aumentato molto. Mi viene in mente la bruttura successa in Kenya: ultimamente ho avuto i vescovi del Kenya in visita ad limina: sono cose vere quelle lette nei giornali. Adesso – aggiunge Vegliò – mi verrebbe da dire una cattiveria: ricordo che quando ci fu l’uccisione a Charlie Hebdo, a Parigi fecero una grande manifestazione con un milione di persone, capi di governo in prima fila. Invece, quando queste cose avvengono contro i cristiani, danno sì e no la notizia. Questo non mi piace, dovremmo farlo notare”. Per Vegliò, “quando muoiono i cristiani, l’Europa dà l’idea di essere un po’ stanca, dimentica delle sue origini cristiane”.

“Purtroppo molti, e lo dico con tristezza, fanno l’equazione immigrato uguale criminale”, afferma ancora il cardinal Vegliò. “E’ assurdo. E’ un altro approccio ci vuole. Che l’immigrazione sia un problema è innegabile, ma non si può risolvere il problema alla maniera dello struzzo, dire: buttiamoli tutti a mare così abbiamo risolto il problema. Il problema c’è, l’Europa è un po’ pigra nel vedere come risolverlo. Anche in Italia ogni volta è un’emergenza… Ma è mai possibile che in un paese ricco come l’Italia, che è la settima potenza del mondo, e in Europa, la zona forse più ricca del mondo, non si riesca a fare un programma di accoglienza, di controllo? Le migrazioni sono un problema, soprattutto quando sono immigrazioni che si confondono con i rifugiati: adesso la maggioranza di quelli che arrivano sono rifugiati dall’Iraq dalla Siria, dalla Somalia, dall’Eritrea. E’ possibile mai che ogni volta è un’emerganza, che l’altro sia un criminale? Non è umano non è cristiano”, conclude il presidente del pontificio consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

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