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Lunedì 13 aprile 2015 - 20:55

Caos centrodestra non ha fine. Ultimatum Fdi a Cav su Puglia

Meloni: tutti con Poli Bortone o noi appoggiamo Schittulli
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Roma, 13 apr. (askanews) – Ancora 24 ore e poi, per lo meno, il quadro dovrebbe essere definitivo. Il che, tradotto, vuol dire che definitiva sarà la deflagrazione di Forza Italia e più in generale lo stato di crisi totale del centrodestra. Succede in Puglia, ma è il riflesso di uno scontro nazionale. L’ultimo tassello lo ha messo Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni, colto di sorpresa dalla decisione di Silvio Berlusconi di candidare la “sua” Adriana Poli Bortone in chiave anti Schittulli (e quindi anti Fitto), oggi ha provato a tirarsi fuori dall’angolo. Riunione dell’ufficio di presidenza e verdetto: la corsa della ex ministra potrà essere sostenuta soltanto se, entro 24 ore appunto, il Cavaliere garantirà che tutto il suo partito (e dunque anche Fitto) la appoggiano, altrimenti Fdi sosterrà Schittulli come d’altra parte già stava facendo.

Un giorno in più, al termine del quale, tuttavia, è difficile che ci possano essere sorprese. Finirà dunque che da una parte il partito di Giorgia Meloni sosterrà insieme a Ncd e i fittiani l’oncologo barese e, dall’altra, Forza Italia e la Lega appoggeranno Adriana Poli Bortone. Più frantumati di così non si può. La situazione è quasi paradossale perché si ritrovano alleati in Puglia partiti che a Roma sono su posizioni diverse e perché si mettono in crisi sodalizi, come quello tra Salvini e la stessa Meloni, che negli ultimi tempi si erano fortemente consolidati. Inoltre, la faccenda pugliese potrebbe riaprire anche il file Liguria. In quella regione, infatti, ci sono ex pidiellini – come Enrico Musso o Matteo Rosso – che propongono candidati presidenti alternativi a Giovanni Toti proprio in segno di protesta verso le scelte “calate dall’alto” e che Fdi potrebbe appoggiare.

Come in ogni elezione regionale, ovviamente, sulle decisioni pesano anche le sensibilità che arrivano dal territorio. Questo ha certo influito, per esempio, sulla posizione assunta da Fratelli d’Italia. Perché il candidato Schittulli, con l’appoggio di Fitto, viene visto come un viatico migliore per ottenere dei consiglieri e anche questi sono “calcoli” che vengono fatti.

Ma in tutta la querelle c’è probabilmente anche un ragionamento sul “futuro”. Non a caso qualche mese fa a Roma proprio Giorgia Meloni, Raffaele Fitto e Flavio Tosi si ritrovarono in un teatro romano per firmare insieme un patto per le primarie. Un patto che, di fatto, metteva insieme tre leader per il centrodestra “alternativi” a quelli attualmente in campo. Poi, certo, Fdi in Veneto ha scelto di continuare a sostenere Luca Zaia, rimanendo a fianco di Matteo Salvini e quindi nella logica dell’alleanza nero-verde. Ma resta il fatto che nella composizione del quadro non è stato estraneo un ragionamento sugli scenari prossimi futuri e sulle alleanze che sarà possibile fare “domani”. Per il momento quel che resta sono le macerie. A cominciare da quelle di Forza Italia su cui Silvio Berlusconi continua a dire di voler costruire un partito completamente rinnovato.

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