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Giovedì 9 aprile 2015 - 17:41

Boschi: sull’Italicum non accettiamo veti. Fiducia? Si valuta

"Minoranza dem non sceglie per tutti". Mercoledì assemblea gruppo
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Roma, 9 apr. (askanews) – Avanti tutta sulla legge elettorale senza ulteriori mediazioni e senza modifiche. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi parla per quasi un’ora e mezza di Italicum, nell’intervista con il professor Roberto D’Alimonte alla Luiss, e la conclusione è una: mediazioni e dibattiti con la minoranza dem e non solo se ne sono fatti per “oltre un anno e mezzo”, “molte richieste sono state ascoltate”, ora è tempo di decidere. E di mettere in campo la nuova legge elettorale, con l’ultimo passaggio alla Camera dove il testo è previsto in aula per il 27 aprile – ma la presidente Laura Boldrini ha garantito disponibilità a un eventuale slittamento andando incontro alle richieste di Forza Italia, Sel, M5s e Lega.

Il ministro è sicuro che il governo “ha i numeri, una maggioranza ampia e solida” anche se non è l’unanimità neppure del Pd ma, del resto, “l’unanimità è la fine della democrazia, non l’inizio perchè significa non assumersi la responsabilità di una scelta”.Comunque sia, anche davanti a Forza Italia che con Renato Brunetta la invita “a farsi bene i conti perchè stavolta non risponderò alle sue preoccupate telefonate”, Boschi annuncia che se le cose andassero storte il governo potrebbe sempre ricorrere alla fiducia. Per carità, “è prematuro parlarne”, e il pallottoliere dei voti ne conta oltre “380” per la maggioranza (ne basterebbero 316 per non ricorrere al soccorso azzurro di Fi) considerando anche qualche adesione dal gruppo Misto, ma saranno “valutate tutte le soluzioni”, fiducia compresa. Si tratta di una “extrema ratio” ma è una carta nel mazzo del governo: “La fiducia si pone su un provvedimento che il governo considera fondamentale – spiega – per la sua agenda politica e per lo sviluppo del Paese e sicuramente la riforma della legge elettorale lo è”.

I messaggi sia per l’ex maggioranza, Forza Italia, che per la minoranza interna sono molto chiari. Per quanto Forza Italia sia un partito “in subbuglio” il no oggi a un testo “identico a quello che è stato approvato anche da loro a gennaio” sarebbe una scelta “irrazionale”. Allora era in auge il patto del Nazareno, “non abbiamo costretto Forza Italia a votarlo, non abbiamo armi segrete”. Più dura ancora, pur nell’affabilità dei modi, con il Pd. “Qui – precisa la Boschi – non si tratta di riaprire una mediazione, ma del fatto che la minoranza non può scegliere la legge elettrorale per la maggioranza. Nessuno ha diritto di mettere veti, non io, non la minoranza”. E mercoledì prossimo alle 20 Matteo Renzi riunirà, nell’auletta dei gruppi di Montecitorio, l’assemblea dei deputati dem sull’Italicum.

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