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Martedì 7 aprile 2015 - 20:39

Renzi presenta un Def prudente ma assicura: sacrifici finiti

"Nè tagli nè nuove tasse". Critiche opposizioni e sinistra Dem
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Roma, 7 apr. (askanews) – Prudente sulle stime, cauto sulla possibilità di un “tesoretto”, ma Matteo Renzi su un punto non mostra dubbi: “Con questo governo il tempo in cui i politici chiedevano sacrifici ai cittadini è finito”. Perchè nel Def 2016, presentato oggi in Cdm, “non ci sono aumenti di tasse” e non ci sono neanche tagli ai servizi: “Chi lo scrive – avverte il premier – scrive il falso”.

Alle prese con dati contrastanti sulla ripresa, Renzi sceglie dunque lo stile del ‘buon padre di famiglia’, che aspetta a impegnare risorse ancora incerte: il dato sulla crescita è un “prudente 0,7%”, anche se “ci sono stime sopra l’1%”; dalla voluntary disclosure “arriverà qualche miliardo, ma noi abbiamo scritto appena un euro”; e anche dalla spending review il governo scrive nel Def 10 miliardi in arrivo, “ma secondo noi c’è margine fino a 20 miliardi”.

L’idea del premier è dunque che quando si discuterà di legge di stabilità, “a settembre-ottobre”, si vedrà quante risorse saranno effettivamente a disposizione “e rifletteremo su dove mettere i soldi”: per sterilizzare le clausole di salvaguardia, “o per ridurre le tasse, o magari investire su determinate priorità che in quel momento ci sembreranno opportune”. Considerando che sul primo punto, ovvero evitare che scatti l’aumento dell’Iva nel 2016, si è già un passo avanti: “Abbiamo clausole di salvaguardia” che valgono “l’1%” del Pil: “Di queste immaginiamo che lo 0,4% sarà coperto da crescita e da minor spesa per interessi”. In ogni caso, “le clausole di salvaguardia che sono state previste saranno totalmente eliminate”.

Il resto del “tesoretto” (ma non chiamatelo così, “porta male”), Renzi conta di incassarlo appunto con la voluntary disclosure e con la spending review. Ma attenzione, i tagli alla spesa pubblica – garantisce Renzi – non incideranno sulla “carne viva dei cittadini”, bensì sulle “inefficienze della P.A.”. Se poi gli enti locali si vedranno ridotti i loro bilanci, è solo perchè “verranno ridotte le funzioni” che devono assolvere: “E se tagliamo qualche poltrona nei Cda delle municipalizzate, ai cittadini gli facciamo un favore”.

Ai Comuni che protestano, Renzi promette comunque un incontro, e il presidente dell’Anci Piero Fassino guarda l’aspetto positivo: “Il premier va incontro alle nostre esigenze”, dice al Tg3, ma “serve un dl Enti locali per risolvere problemi aperti”. In ogni caso, “chiediamo solo di essere messi nelle condizioni di garantire i servizi ai cittadini”.

L’alleato Angelino Alfano promuove il Documento, che apre spazi per “ulteriori riduzioni delle tasse a famiglie e imprese”. Non così le opposizioni, come la sinistra del Pd. Per Stefano Fassina il Def “conferma la linea recessiva” della politica economica del governo. Duro il forzista Brunetta, per il quale “sulle tasse Renzi come sempre racconta balle”, mentre i numeri del Def “sono solo illusioni”. Estremamente diretto il leghista Matteo Salvini: “Ma vaffanculo bugiardo al servizio di Bruxelles”.

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