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Martedì 7 aprile 2015 - 16:52

Def, Renzi: “Con me è finito il tempo dei sacrifici. Niente tagli, basta tasse”

Il premier superottimista dopo il Cdm che ha discusso il Def
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Roma, 7 apr. (askanews) – Matteo Renzi super: con me è finito il tempo dei sacrifici, niente tagli alla spesa e basta nuove tasse. Il premier ha espresso un messaggio di forte ottimismo al termine del Consiglio dei Ministri che ha discusso del Documento di economia e finanza. “E’ finito il tempo in cui i politici chiedevano i sacrifici ai cittadini. I cittadini sanno che da questo governo non vengono richieste nuove tasse”.
Nel Documento, ha detto Renzi, “non ci sono tagli e non ci sono aumenti delle tasse. Capisco che non ci siate abituati ma è così: da quando al governo riduzione costante delle tasse”. Le “previsioni di sventura puntualmente smentite” sul taglio dell’Irpef da 80 euro, “con il bonus che è strutturale: chi sta a casa sa perfettamente che gli 80 euro sono una riduzione di tasse e più soldi in tasca”.
Tuttavia, sul tema fiscale l’ultima parola, ha prudentemente osservato Renzi, sarà in sede di approvazione di legge di stabilità. Nel Def esaminato nel Cdm, ha detto, “non c’è una riduzione delle tasse” ma “la discussione su eventuali ulteriori tagli delle tasse proseguirà con la legge di stabilità: se riusciremo le ridurremo ancora nel 2016”. “Sui giornali leggete che tagliamo i servizi, che aumentiamo le tasse, che facciamo una manovra da 10 miliardi: tutte frasi false”.
Di certo, ha affermato il premier,” le clausole di salvaguardia che sono state previste saranno totalmente eliminate, questo è un obiettivo che questo governo ha già mostrato di sapere conseguire”. Nel merito, Renzi ha spiegato che “noi abbiamo clausole di salvaguardia” che valgono “l’1%” del Pil: “Di queste immaginiamo che lo 0,4% sarà coperto da crescita e da minor spesa per interessi”. Ma in ogni caso “saranno totalmente eliminate”.Dunque, ha ribadito il premier, “non ci sono alla vista nè aumenti di tassazione nè tagli alle prestazioni che i cittadini ricevono”.
Occorre del tempo, infatti, per avere certezza dei numeri.”A settembre-ottobre – ha proseguito Renzi – rifletteremo su dove mettere i soldi che arriveranno dalla spending” e dalla voluntary discolsure: “Sulle clausole di salvaguardia, o per ridurre le tasse, o magari investire su determinate priorità che in quel momento ci sembreranno opportune”. Il presidente del Consiglio ribadisce che nel Def “siamo stati molto prudenti nelle stime: la voluntary disclosure quanto potrà portare? Qualche miliardo, ma noi abbiamo messo un euro, perchè vogliamo essere prudenti”.
Che il governo preferisca muoversi in linea prudenziale quanto a stime e tagli lo ha confermato anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel formulare le previsioni di crescita della ricchezza nazionale (Pil). Il Pil nel 2015 si attesterà allo 0,7% e il disavanzo al 2,6% del prodotto interno lordo, ha affermato il ministro. Il Ministro ha parlato di “stime prudenziali”. Nel 2016 il Pil si attesterà all’1,4 e all’1,5 nel 2017. Il deficit/Pil 2016, invece, scenderà all’1,8.
MAZ

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