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Lunedì 30 marzo 2015 - 21:12

Da Renzi fiducia politica su Italicum. Minoranza ora si divide?

Speranza cercherà ultima mediazione, ma duri potrebbero non votare
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Roma, 30 mar. (askanews) – Nessuno spazio per ulteriori correzioni, cambiare ancora l’Italicum sarebbe un “clamoroso errore” e “un azzardo”. Matteo Renzi chiude così la porta a ogni ipotesi di ritocchi della riforma elettorale. Il premier non ha nemmeno svolto una replica, alla Direzione del partito, bastava quella “questione di fiducia” posta in apertura dei lavori al parlamentino Pd: si vedrà se metterla davvero in Parlamento, ha spiegato il premier, ma sul piano politico la fiducia c’è già ora. O si approva la riforma elettorale o sarà difficile pensare di proseguire la legislatura. Un affondo che rischia di spaccare ancora una volta la minoranza Pd che, oggi compatta nel non votare in direzione, rischia di spaccarsi al momento del voto in aula.

“Speranza – spiega uno degli esponenti della minoranza – cercherà un’ulteriore mediazione con Renzi e con la riunione del gruppo. Certo, se non cambia nulla poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità…”. Un modo per dire, appunto, che poi quando ci sarà da dire sì o no all’Italicum la sinistra Pd difficilmente sarà unita. E, in ogni caso, difficilmente la riforma di Renzi verrà bocciata, perché l’orientamento è quello di non partecipare al voto e non di votare contro. Come diceva oggi Pippo Civati, la maggioranza sull’Italicum “dipende da Bersani”, nel senso che una semplice non partecipazione al voto non basterebbe ad affossare la riforma. Ma l’ex segretario Pd difficilmente arriverà al punto di votare contro: più volte ha ripetuto che lui “non voterà” l’Italicum, ma non ha mai parlato di voto contro.

Certo, c’è la minaccia di usare imboscate nel voto segreto evocata da Alfredo D’Attorre, ma la quasi-fiducia posta oggi da Renzi serve proprio a chiarire a tutti, non solo nel Pd, che la posta in palio è il proseguimento della legislatura. La riforma è “decisiva per l’azione del governo e per la legislatura”.

Difficile che si arrivi ad una vera e propria questione di fiducia, uno strumento assai inusuale su un tema come la legge elettorale. Ma il premier farà di tutto per far capire che, comunque, il sì o il no sull’Italicum saranno decisivi per il prosieguo: una bocciatura, è il ragionamento che viene fatto recapitare, porterebbe di fatto alla fine della legislatura. Non a caso D’Attorre, intervenendo in Direzione, ha provato a sminuire il rischio di un ritorno al voto: “E’ una minaccia che non ritengo credibile perché ne pagherebbe il prezzo innanzitutto il presidente del Consiglio”. Ma il discorso di Renzi è rivolto anche a Fi e il premier è certo che, alla fine sortirà il suo effetto.

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