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Mercoledì 25 marzo 2015 - 21:20

Renzi sfida minoranza Pd su Italicum: lunedì conta in direzione

Premier: nuova legge entro Regionali. Sinistra: non basta un voto
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Roma, 25 mar. (askanews) – Che i toni dell’assemblea della minoranza Pd di sabato avessere alzato il livello dello scontro nel partito era evidente, ma nonostante questo nessuno immaginava la durezza con cui Matteo Renzi avrebbe risposto all’iniziativa dell’Acquario di Roma: prima la convocazione della Direzione, “con votazioni al termine”; subito dopo l’annuncio che il Pd chiederà di discutere l’Italicum alla Camera il prima possibile, per approvarlo in via definitiva – e dunque senza modifiche – prima delle Regionali.

Se dunque la minoranza voleva consumare sull’Italicum il redde rationem nel partito, il segretario non si sottrae e anzi gioca d’anticipo. Stracciato il patto non scritto che prevedeva l’esame dell’Italicum solo dopo le Regionali, e conta in Direzione per dimostrare ancora una volta chi ha la maggioranza e decide la rotta. Una mossa che mette in difficoltà la composita minoranza Dem: a partire da chi, come Roberto Speranza, prova a mediare. Ma che in realtà vede la sua carica di capogruppo in discussione: prima la voce fatta circolare ieri di un possibile incarico nel governo, al posto di Maurizio Lupi, che Speranza aveva respinto di prima mattina; poi lo sprint sull’Italicum, su cui pure il presidente dei deputati e esponente di Area Riformista ha chiesto modifiche. E da Area Riformista assicurano: “Se la linea di lunedì in Direzione sarà quella di blindare il testo che arriva dal Senato, voteremo contro”.

Ma sull’intenzione di Renzi di non far tornare l’Italicum inSenato non sembrano esserci dubbi. A quello mira l’ultima rigadella convocazione della Direzione: “Al termine sono previstevotazioni”. Ovvero, lunedì si deciderà a maggioranza la linea, ea quella ci si dovrà attenere. E su questo la minoranza prova afare muro: “La materia costituzionale ed elettorale non sirisolve con un voto in Direzione, si è sempre riconosciuto unmargine di autonomia e valutazione ai parlamentari”, dice ildeputato bersaniano Alfredo D’Attorre dopo un breve consulto conCivati e Cuperlo. Rilanciando la proposta avanzata sabato scorso:

“Lunedì formalizzeremo la richiesta di un gruppo di lavoroparlamentare su Italicum e riforme”. Del resto, in Direzione lamaggioranza renziana è schiacciante (“I numeri sono sempre statisul filo del rasoio”, dice ironico Cuperlo), mentrenei gruppi il peso delle minoranza è più consistente.

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