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Sabato 21 marzo 2015 - 16:18

D’Alema: minoranze unite o no peso in partito carico di arroganza

L'ex premier: associazione per rinascita sinistra
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Roma, 21 mar. (askanews) – Le minoranze del Pd dovrebbero essere unite e coerenti con le loro posizioni altrimenti non hanno alcun peso. Lo ha detto Massimo D’Alema, intervenendo alla manifestazione della sinistra Pd a Roma.

“Io non sono partecipe di nessuno dei raggruppamenti in cui si suddividono le minoranze del Pd – ha esordito l’ex premier -, e non approvo che sia più di una. Diciamo che faccio parte della sinistra extraparlamentare – ha ironizzato riferendosi al fatto di non avere un ruolo istituzionale – però voglio dare due consigli: il primo, che non è un appello retorico, è che questa parte del Pd può avere un peso solo se raggiunge un certo grado di unità nell’azione, altrimenti non avrà alcun peso”. E a tal fine “ci si diano strumenti in cui ci si riunisce, si cerca un punto di medazione e si decide la posizione su cui convergere”.Consiglio che ha riscosso l’applauso della platea.

“Il secondo consiglio – ha proseguito D’Alema – è che una componente minoritaria in un partito a forte componente personale e anche di arroganza, può avere peso solo se si muove con coerenza, definendo i punti invalicabili con assoluta intransigenza”.

D’Alema poi lancia una proposta: “Creare una grande associazione per la rinascita e il rinnovamento della sinistra, che non sia e non voglia essere un partito, ma che offra spazio per la partecipazione a tantissimi cittadini, membri o no del Pd, che costituiscono una ricchezza che il paese non può disperdere”.

L’analisi fatta da D’Alema della leadership di Renzi è senza sconti: “Non credo che sull’elezione del presidente della Repubblica abbia prevalso l’afflato unitario, Renzi ha preso questa strada quando ha capito che per un’altra avrebbe perso”. E ancora: “Il Pd non è un grande partito se stiamo al numero degli iscritti, oggi ne ha 250mila, i Ds ne avevano 600mila. Stiamo assistendo a un processo di riduzione della partecipazione politica che non è contrastato ma perseguito come valore positivo”. Una denuncia che la platea ha condiviso con un applauso.

“Il fatto che il Pd sia l’unica forza politica rilevante non è positivo – ha spiegato – io preferirei fosse uno dei due poli di una democrazia competitiva perché in questo modo diventa inevitabile il riscucchio al centro e fa del Pd un redistributore di potere che ci fa essere forza di attrazione del trasformismo italiano che ne muta la natura”.

Secondo D’Alema poi “il saldo tra quelli che se ne vanno, che sono tantissimi, e quelli che vengono non è positivo sia per qualità che per quantità e questo ci porta due problemi: quale destino ha un partito senza popolo ma soprattutto quale è il destino di un popolo che è rimasto senza partito. Condivido chi dice che bisogna dare battaglia dentro il partito, ma si vince giocando all’interno e dall’esterno, Buona parte delle forze che sostengono la leadership di Renzi non è iscritta al Pd e lui le ha organizzate, le Leopolode si vanno diffondendo”. Pertanto, D’Alema propone di fare altrettanto: Trovare un modo creativo di organizzare, non gli iscritti alle correnti del Pd, per piacere no! Ma creare una grande associazione per il rinnovamento e la rinascita della sinistra”.

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