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Mercoledì 18 marzo 2015 - 20:54

Lupi resiste a dimissioni: sono tranquillo, governo mi sostiene

"Doveroso e urgente un chiarimento in Parlamento". Forse venerdì
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Roma, 18 mar. (askanews) – Il tema dimissioni non è stato neanche sfiorato. Non è una questione all’ordine del giorno, per ora. Prima c’è il “doveroso” chiarimento in Parlamento, forse già in settimana, venerdì, con una informativa sulla quale però non si voterà. Oggi Maurizio Lupi si è presentato alla Camera per rispondere alle interrogazioni sull’inchiesta Grandi Opere della Procura di Firenze e ha riconosciuto che un chiarimento in Parlamento è “doveroso e urgente”, ma senza fare alcun cenno alle richieste di dimissioni che arrivano soprattutto dal M5S, che insieme a Sel sul ministro ha presentato una mozione di sfiducia, della quale si parlerà non prima della prossima settimana. L’esponente dell’esecutivo si è detto tranquillo e ha sottolineato di avere “sicuramente l’appoggio” del governo.

La posizione di Lupi era stata anticipata dal ministro dell’Interno e numero uno di Ncd, Angelino Alfano, che nel pomeriggio al Viminale ha visto ancora il collega. Lupi “non ha pensato all’ipotesi di dimissioni”, ha detto Alfano spiegando che “non c’è una questione giudiziaria” visto che “non è indagato”. Certo, ha riconosciuto il leader dell’Ncd, “c’è una questione politica” e per questo “bisogna accelerare in Parlamento”, Lupi “è pronto a chiarire alle Camere”.

Il ministro delle Infrastrutture ha confermato al question time questa posizione. Davanti alle legittime richieste “confermo la volontà di un chiarimento in Parlamento, doveroso, indispensabile e urgente con le modalità che la presidenza della Camera riterrà opportune”, ha detto.

In mattinata, da Milano, il responsabile delle Infrastrutture aveva smentito richieste da parte del premier. “Renzi non mi ha chiesto nessun gesto spontaneo”, la risposta netta di Lupi aggiungendo che è “assolutamente doveroso da parte di un ministro rispondere in Parlamento alle legittime e doverose domande che sono sorte dall’inchiesta di Firenze. E’ doveroso farlo, è doveroso rispondere puntualmente, come sono doverose le critiche ma anche le ragioni che hanno accompagnato le scelte del ministero e le mie scelte”.

Nelle risposte alle interrogazioni Lupi ha messo da parte ogni considerazione politica, evitato qualsiasi cenno al tema delle dimissioni e parlato esclusivamente dei temi inerenti l’inchiesta giudiziaria rivendicando “l’obiettivo della politica seguita in questi mesi dal ministero”, cioé “garantire la rapida ed efficiente realizzazione delle opere e garantire la massima trasparenza”. Poi ha annunciato la volontà di riformare la struttura tecnica di missione del ministero e anche la figura del general contractor.

Il tema dimissioni dunque non è argomento all’ordine del giorno. Lupi sottolinea la centralità del Parlamento. “La prima cosa da fare, come è giusto che sia, da parte della maggioranza e dell’opposizione e anche del ministro è di dare le ragioni, di spiegare, di verificare se le ragioni sono plausibili e poi tirare le conseguenze”.

Al termine del chiarimento in Parlamento ci saranno le considerazioni politiche. “La maggioranza – ha indicato Lupi – si spaccherà o no, l’opposizione si spaccherà o no, se quello che dirò è convincente o non lo è. Poi, se volete, facciamo i processi sulla stampa”.

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