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Giovedì 12 marzo 2015 - 20:26

Berlusconi tenta difficile rilancio Fi, Verdini mette paletti

Pressing pro Nazareno. Maria Rosaria Rossi finisce nel mirino
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Roma, 12 mar. (askanews) – La gioia per la conferma dell’assoluzione non poteva durare troppo a lungo. Tanti per Silvio Berlusconi restano i fronti aperti anche ora che si è definitivamente lasciato alle spalle il processo Ruby. Fronti che sono sia esterni che interni. Perché resta sempre in piedi il terzo filone di quell’inchiesta: i pm non sembrano intenzionati a mollare e anzi oggi hanno chiesto una proroga alle indagini per la “mole di indizi” trovati su pc e smartphone delle olgettine. E poi c’è la nuova condanna “morale” della Cei per quelle cene ad Arcore che ormai, dopo le parole di Coppi, nessuno può più avere il coraggio di definire eleganti. Certo, un tempo il giudizio dei vescovi avrebbe avuto un peso specifico maggiore per Silvio Berlusconi, ma si tratta pur sempre di uno stop sulla strada di quel “rilancio” che è diventato parola chiave dello staff dell’ex premier.

Rilancio, appunto, di cui tutti parlano ora che Berlusconi può ricomiciare a fare campagna elettorale senza limiti di orario e di mobilità in Italia ma che tutti sanno bene essere assolutamente ostico. Per questo è altamente probabile che per capire come il Cav intenda realmente impostare la sua strategia, bisognerà aspettare l’esito delle Regionali. Il rischio è quello di una debacle: Forza Italia potrebbe vincere nel solo Veneto ma a totale traino della Lega di Zaia e Salvini.

Fino ad allora, però, bisogna cercare di mettere ordine nel caosche è scoppiato all’interno del partito ormai ufficialmentediviso in tre gruppi: i fittiani, i firmatari del documento proriforme e poi tutto il resto, un mondo fatto di variegatesensibilità. L’europarlamentare pugliese, per esempio, continuaimperterrito il suo tour con i Ricostruttori e sabato sarà aTorino. Ma l’odierna spina del leader azzurro è Denis Verdini.Messo ai margini dopo la rottura del patto del Nazareno, ilsenatore toscano, insieme a Gianni Letta, ha incontrato oggi Berlusconi per un colloquio chiarificatore. E’ stato lui, d’altra parte, a promuovere quel documento dei 17 che solo per un pelo non si è tradotto in un voto favorevole al ddl Boschi. E che magari un giorno si potrebbe trasformare – questo è il sottinteso – in gruppi autonomi.

Verdini non è tipo che ci gira intorno e a Berlusconi avrebbechiesto risposte alle istanze contenute nel documento: ossia unadiversa gestione del gruppo parlamentare (leggi Brunetta nelmirino) e un cambio di linea sulle riforme. Un tema,quest’ultimo, che evidentemente non può dirsi definitivamentechiuso se lo stesso capogruppo del Senato, Paolo Romani, oggi sispinge a dire “mai dire mai”. Ma anche per questo bisognerà aspettare le Regionali perché fino a quel momento per Berlusconi resta la necessità di tenere in piedi l’asse con la Lega. C’è però un’altra richiesta che è stata avanzata e su cui il senatore toscano si aspetta di avere un riscontro immediato: rompere il blocco di potere che attualmente circonda il Cavaliere.

Un potere in particolare è quello che interessa Verdini ed è quello di firma sotto le liste. Un potere che, in Forza Italia, ha un nome e cognome: di Maria Rosaria Rossi. D’altra parte lo scontro tra Verdini e la tesoriera non più di qualche settimana fa era esploso pubblicamente, con reciproche accuse.

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