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Lunedì 9 marzo 2015 - 20:16

Mattarella rassicura toghe, responsabilità civile da valutare

E lancia allarme sulla corruzione: altera la vita pubblica
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Roma, 9 mar. (askanews) – Gli effetti della nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati andranno valutati “attentamente”. Sergio Mattarella, da “attento custode” dei valori costituzionali anche in veste di presidente del Csm, rassicura i magistrati dopo le polemiche suscitate dalla riforma della legge Vassalli. Il presidente della Repubblica però ricevendo al Quirinale i nuovi magistrati in tirocinio ha anche invitato le toghe a “non lasciarsi condizionare dal timore di subire le conseguenze di eventuali azioni di responsabilità”.

Mattarella non ha nascosto ai neomagistrati che li attende un compito delicato e sempre “più impegnativo” a causa delle “aspettative sempre più esigenti dei cittadini” che ormai si rivolgono alla giustizia per chiedere il “riconoscimento dei propri diritti”.

E proprio guardando al rapporto tra giustizia e sviluppo il Capo dello Stato ha lanciato un allarme e un appello alla lotta alla corruzione che altera gravemente la vita pubblica. “il contributo alla costruzione della democrazia – ha detto – passa anche da un particolare impegno nella lotta alla corruzione”.

Ma il presidente della Repubblica ha voluto anche ricordare, proprio rivolgendosi ai nuovi magistrati che stanno per iniziare la loro carriera quali sono le virtù richieste nell’esercizio della funzione giudiziaria: il coraggio e l’umiltà, che vuol dire “attenzione alle conseguenze del proprio agire e disponibilità a confrontarsi con le critiche legittime ai modi in cui si amministra la giustizia”. Quindi autonomia e indipendenza restano “condizione essenziale e irrinunciabile” ma ogni magistrato deve sempre “osservare scrupolosamente i doveri del magistrato indicati nel decreto del 2006, ossia imparzialità, correttenza, riserbo, equilibrio, e in particolare rispetto della dignità della persona”.

Seguendo questo modello di magistrato, ha spiegato Mattarella, non dovrete “lasciarvi condizionare dal timore di subire le conseguenze di eventuali azioni di responsabilità, nella consapevolezza di essere soggetti unicamente alla legge”, anche perchè “ovviamente, come ha precisato il ministro della Giustizia, andranno attentamente valutati gli effetti concreti dell’applicazione della nuova legge”. Che il capo dello Stato, va ricordato, ha comunque firmato lo scorso 27 febbraio.

Presente all’incontro al Colle anche il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, che ha rivolto ai tirocinanti un richiamo a non lasciarsi sedurre “dalle lusinghe dell’effimero protagonismo, che è opportuno cedano il passo a una seria meditazione su un nuovo rapporto con la comunicazione e i suoi molteplici mezzi”.

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