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Lunedì 9 marzo 2015 - 15:35

Battista a ex colleghi: entriamo al governo e chiediamo ministero

"Potrebbe anche essere ricoperto da un tecnico"
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Roma, 9 mar. (askanews) – “Cari amici, è passato un anno da quando in quattro fummo espulsi dal gruppo parlamentare M5s, altri cinque colleghi interruppero forzatamente il rapporto pentastellato solo perché annunciarono le dimissioni dal Senato in segno di protesta alle modalità della nostra espulsione”.Inizia con queste parole una lettera aperta agli ex parlamentari del Movimento 5 stelle firmata da Lorenzo Battista, senatore che ora siede nel gruppo misto, e pubblicata sul suo profilo Facebook.

Battista suggerisce quindi la “costituzione di un gruppo che ambisce a entrare in maggioranza con un’eventuale richiesta di avere un dicastero la cui direzione potrebbe anche essere ricoperta da un tecnico”.

Battista ricostruisce quello che è avvenuto nell’ultimo anno osservando che “le espulsioni e gli abbandoni dal M5s hanno causato l’ingresso nel gruppo misto che ora conta ben 29 senatori”. “Credo – aggiunge rivolgendosi ai suoi ex colleghi – siate ben consapevoli della sua gestione e delle difficoltà che avete nel supporto delle vostre attività. Il gruppo misto non è stato ideato per accogliere quella che ora al Senato è una così ampia rappresentanza”.

“Con questo mio appello mi permetto di segnalarvi alcuni possibili percorsi per cercare di costruire una migliore collocazione. Si dovrebbero mettere da parte alcuni dissidi che si sono venuti a creare, e costituire un gruppo al Senato – spiega -. Ritengo che si potrebbero superare le difficoltà che si sono presentate. Se ognuno facesse un piccolo passo indietro e riuscisse a rinunciare alle proprie ostinazioni ideologiche, l’obiettivo sarebbe alla portata di tutti”.

“Al fine di superare le difficoltà per una stesura di un programma politico – conclude Battista -, ogni componente potrebbe presentare un punto di programma per ogni commissione e iniziare una trattativa per chiedere che questi punti vengano inseriti nell’agenda del governo o in quella parlamentare”.

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