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Mercoledì 4 marzo 2015 - 21:13

Ok a prescrizione più lunga, alla Camera maggioranza si spacca

Ncd: il testo va cambiato.Ora ipotesi è ritocco a ribasso in aula
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Roma, 4 mar. (askanews) – E’ braccio di ferro nella maggioranza sulla prescrizione: oggi la commissione Giustizia di Montecitorio ha concluso l’esame del testo che allunga i tempi per l’estinzione dei reati di corruzione nonostante la contrarietà di un pezzo della maggioranza. Area Popolare (Ncd-Udc) ha votato contro le nuove norme, definendole “inaccettabili” soprattutto se sommate all’inasprimento delle pene previsto dal ddl anticorruzione all’esame del Senato.

Il provvedimento uscito dalla commissione è il risultato dell’approvazione degli emendamenti del governo riformulati dai relatori Stefano Dambruoso (Sc) e Sofia Amoddio (Pd): per tutti i reati è prevista una sospensione dei tempi di prescrizione di due anni dopo la condanna di primo grado e di un anno dopo la condanna in appello. Il corso della prescrizione sarà inoltre sospenso in caso di rogatorie all’estero, presentazione di dichiarazione di ricusazione, per perizie che comportino pareri di particolare complessità.

Ma la novità che ha fatto infuriare il partito di Angelino Alfano, rappresentato oggi in Commissione da Alessandro Pagano e Rocco Buttiglione, è stato l’allungamento dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione: se da un lato è stato abolito l’articolo 1 del testo base che prevedeva l’estinzione del reato “decorso un tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge aumentato di un quarto”, dall’altro, per i reati di corruzione propria, impropria e in atti giudiziari il tempo di prescrizione è stato fissato nel massimo della pena (8 anni) aumentato della metà. Se a questo periodo di 12 anni (ossia 8+4) si aggiungono le sospensioni di due anni e un anno in caso di condanna in primo e secondo grado e altri tre anni, frutto della norma che stabilisce che i tempi di prescrizione non possono superare comunque la prescrizione base aumentata di un quarto, si arriva a 18 anni. Un periodo che aumenterebbe ulteriormente fino a 21 anni se venisse approvato l’aumento della pena edittale a 10 anni prevista dal ddl anticorruzione all’esame della commissione Giustizia di Palazzo Madama.

“Il provvedimento – ha detto il viceministro della Giustizia Enrico Costa – verrà sicuramente corretto in Aula”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, si è detta “fiduciosa che si troverà un accordo”. L’ipotesi di un ritocco della norma in Aula, dove il testo approderà il 16 marzo, effettivamente è allo studio di governo e maggioranza e la più probabile è quella che, considerando la pena massima per la corruzione a 10 anni così come previsto dal ddl anticorruzione, porti il reato a estinguersi al massimo in 18 anni (e non in 21 come risulterebbe oggi dal combinato disposto della nuova prescrizione e delle nuove norme in discussione al Senato).

Se per Ncd le norme approvate oggi sono troppo severe, M5S le considera blande. I deputati pentastellati si sono astenuti sull’allungamento dei tempi di prescrizione per i reati di corruzione riconoscendo con il capogruppo in Commissione Vittorio Ferraresi che si tratta di “un passo avanti” ma “non sufficiente”.

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