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Martedì 17 febbraio 2015 - 19:45

Il presidente Copasir Stucchi: decidere in fretta su Libia

Il parlamentare Lega: situazione gravissima, Italia si muova ora
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Roma, 17 feb. (askanews) – “La situazione in Libia è realmente pesante per questo ritengo che un intervento sia inevitabile. Si tratta di decidere in fretta cosa fare per riportare la situazione alla normalità, garantire un controllo delle coste che impedisca nuove partenze di soggetti tra cui potrebbero celarsi dei terroristi e fermare l’espansione delle truppe dell’Isis, o meglio annullare la loro presenza in quel Paese, anche per impedire possibili conseguenze pericolose che potrebbero riguardare in modo preoccupante tutta l’Europa e non solo l’Italia”. Lo ha affermato in una dichiarazione sulla crisi libica il presidente leghista del Copasir, Giacomo Stucchi. “La situazione è gravissima e la comunità internazionale deve decidere in fretta cosa fare”, ha detto.

“Visto il numero elevatissimo di persone, alcune centinaia di migliaia, che sulle coste libiche aspettano di raggiungere l’Italia – ha proseguito Stucchi- il rischio, nonostante l’impegno dell’intelligence, che possibili terroristi – anche non coordinati tra loro – si nascondano sui barconi in partenza è concreto”. E “certo – ha continuato Stucchi- fino ad ora, vista la situazione delicata, ogni soggetto che arriva viene controllato in modo approfondito. Mi chiedo però, con molta preoccupazione, come si possano garantire controlli adeguati nel caso di arrivi in massa, magari 10.000 in un giorno. Lavorare al meglio per Forze dell’ordine e Intelligence in una simile situazione sarebbe impossibile e i terroristi potrebbero sfruttare proprio questa difficoltà per far arrivare i loro uomini”.

“Per questo – ha concluso il presidente del Copasir- nell’attesa delle scelte della comunità à internazionale, almeno un intervento che in via preventiva impedisca a nuovi soggetti di raggiungere le coste italiane, anche grazie alla collaborazione con altri Paesi del nord Africa, risulta indispensabile. La logica razionale della prevenzione consiglia questo. E oltre che razionali quando in gioco c’é la sicurezza dei cittadini, Parigi e Copenhagen insegnano, bisogna essere anche molto pragmatici”.

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