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Sabato 14 febbraio 2015 - 15:35

Grillo: dimissioni da Parlamento, firme e Consulta per votare

Pressing su Mattarella per sciogliere Camere,in atto golpe bianco
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Roma, 14 feb. (askanews) – “Sulla questione delle riformeistituzionali siamo al limite del colpo di Stato bianco, quelloche non si fa con carri armati e rastrellamenti, ma con colpi dimano di maggioranza. C’è una sola via d’uscita: sciogliere ilParlamento ed andare subito a nuove elezioni”. E’ quanto scrivesul suo blog Beppe Grillo, in un post dal titolo ‘Mattarellaultima speme?” che invita a fare pressioni sul nuovo capo dello Stato affinchè decreti la fine in primavera della legislatura ipotizzando tre strumenti: dimissioni di massa dei parlamentari di opposizione, petizione popolare al Quirinale per votare, ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di poteri causa la delegittimazione del Parlamento.

“La soluzione costituzionalmente corretta – argomenta il post- sarebbe lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni entro la primavera. Sappiamo, però, che un presidente appena eletto è un presidente debole politicamente, anche se è nella pienezza dei suoi poteri e sciogliere un Parlamento contro la volontà della maggioranza e con il parere contrario dei Presidenti di Camera e Senato non è decisione che si possa prendere alla leggera, neppure in presenza di una lista di motivi come quelli indicati. C’è il rischio di un conflitto di poteri davanti alla Corte Costituzionale, per iniziativa congiunta di governo e Presidenze delle due Camere, che segnerebbe una crisi costituzionale senza precedenti e che, intanto paralizzerebbe tutto”.

“Pertanto – sottolinea Grillo- io sarei molto cauto nell’attaccare Mattarella, mentre cercherei di creare le precondizioni per uno scioglimento attraverso una richiesta congiunta di tutte le opposizioni eventualmente supportata dalle dimissioni dei parlamentari di minoranza (e vediamo se anche quelli della sinistra Pd ci stanno, almeno in parte). Se anche in uno solo dei dure rami del Parlamento (ad esempio al Senato) si raggiungesse la metà più uno dei dimissionari (tenendo conto solo di quelli elettivi e non dei senatori a vita), sarebbe pressoché automatico lo scioglimento di quella Camera ed, a ricaduta, dell’altra”.

Inoltre, secondo il leader M5S, “credo che si possa tentare anche un’altra strada: quella di un giudizio davanti alla Corte Costituzionale. L’opposizione parlamentare non è riconosciuta dalla Costituzione come potere dello Stato o come organo costituzionale, tuttavia non c’è dubbio che svolga una funzione costituzionale implicitamente garantita dalla stessa Costituzione”.

Di fronte alle palesi violazioni dei regolamenti da parte dei presidenti delle Camere, di fronte alla dis-rappresentatività di un Parlamento che si arroga funzioni costituenti, di fronte ad una situazione che vede tutta l’opposizione dichiarare l’Aventino, credo che sia legittimo investire del caso la Corte Costituzionale, come se ci fosse conflitto fra poteri dello Stato. E su questo credo sia il caso di iniziare una campagna di sensibilizzazione dei costituzionalisti e dell’opinione pubblica, raccogliendo firme sotto una petizione che chieda l’immediato scioglimento del Parlamento. Di fronte a milioni di firme, credo che il presidente non possa che prendere atto della situazione e procedere di conseguenza”.

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