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Mercoledì 11 febbraio 2015 - 21:21

Delega slitta, Renzi replica a sospetti su Cav: barzellette

Fassina: "Così si tiene appeso Berlusconi"
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Roma, 11 feb. (askanews) – La sorte della cosiddetta norma ‘salva-Berlusconi’ non si conoscerà il 20 febbraio. Il governo rinvia tutto, o meglio rinvia la parte della delega che aveva scatenato tante polemiche, e Matteo Renzi è costretto di nuovo a precisare che il leader di Fi “non c’entra niente” e che chi dice il contrario racconta “barzellette” e vive “nell’iperuranio”. L’annuncio arriva nel pomeriggio, per bocca del vice-ministro all’Economia, Luigi Casero, e subito rilancia le perplessità della minoranza democratica, che a gennaio aveva chiesto a Renzi di intervenire addirittura prima dell’elezione del nuovo capo dello Stato.

“Non è bello – ha spiegato Stefano Fassina – mi rifiuto di pensare che il governo usi un decreto per condizionare il comportamento del capo dell’opposizione. Lo approvi il 20 febbraio, come previsto, perché è nocivo per la democrazia tenere appeso il capo dell’opposizione”. Fassina parla apertamente, con i giornalisti, ma il pensiero che esprime è – in maniera più diplomatica – quello che circola tra tanti parlamentari della minoranza Pd: Renzi vuole tenere un’arma di pressione su Berlusconi, è il ragionamento.

Il premier, però, non ci pensa per niente ad accelerare i tempi e, anzi, va in tv a SkyTg24 per ribadire che questa parte della delega fiscale richiede un approfondimento ed entrerà in vigore solo a settembre: “Meglio non fare pasticci e verificare tutto prendendosi un po di tempo in più”, avverte. “E’ 70 anni che il sistema non funziona, perciò ora la studiamo meglio per non fare pasticci e la facciamo a maggio”. Il punto, attacca, è che non si deve accostare la faccenda a Berlusconi: “Con Berlusconi i rapporti non sono particolarmente positivi, ma non c’entra niente… E’ una barzelletta. Chi scrive di norma salva-Berlusconi vive sull’iperuranio, non c’entra assolutamente niente”.

Una precisazione che difficilmente basterà a placare i sospetti della minoranza Pd, che teme un gioco delle parti sull’annunciata rottura del patto del Nazareno. Molti bersaniani, oggi, spiegavano: “Se il patto del Nazareno è davvero rotto, allora non si capisce perché non si dovrebbe rimettere mano ad alcuni punti delle riforme, a cominciare dai capilista bloccati…”. E Francesco Boccia avverte: “Prendiamo atto dell’intenzione del governo di chiedere una proroga di sei mesi della scadenza della delega fiscale prevista per il 27 marzo; abbiamo, dunque, altri sei mesi per occuparci seriamente dei contribuenti italiani e delle nostre imprese. Basta con l’ossessione fuori luogo della frode fiscale e dell’ormai famoso 3%”.

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