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Lunedì 9 febbraio 2015 - 19:29

Giudici costituzionali, M5S si muove. Besostri nome più caldo

Intanto Casaleggio punta ad allargare il direttorio
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Roma, 9 feb. (askanews) – Messo ai margini dalla partita del Quirinale nonostante gli evidenti segnali di disponibilità a votare per Romano Prodi, il Movimento 5 stelle punta a tornare in gioco sull’elezione dei giudici costituzionali. In Parlamento se ne parla più come di una possibilità che come una scadenza reale, ma la seduta comune di Camera e Senato per il completamento del collegio della Consulta non potrà tardare a lungo: con l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica i posti vacanti sono due. Serve una maggioranza dei due terzi per i primi tre scrutini (ma riguarda solo il sostituto di Mattarella, perché per l’altro posto vacante gli scrutini andati a vuoto sono stati finora ventuno), poi basteranno i tre quinti dell’assemblea.

Ufficialmente i 5 stelle non si scoprono, “ci vorrà tempo, dobbiamo riflettere”, taglia corto Danilo Toninelli, vicepresidente della commissione Affari costituzionali della Camera. Ma un suo collega molto influente ribadisce, garantito dall’anonimato, almeno il metodo: “L’anno scorso abbiamo sottoposto alla maggioranza una rosa di quattro nomi approvati dai nostri attivisti in rete, e stiamo ancora aspettando di sapere qual è il giudizio del Pd e degli altri su di loro”. Per la cronaca, si trattava dell’avvocato Felice Besostri, firmatario del ricorso vincente alla Consulta che ha affondato il Porcellum, e di tre docenti universitari: Antonio D’Andrea, Brescia Franco Modugno, La Sapienza di Roma, Silvia Niccolai, Cagliari. “In ogni caso – aggiunge – siamo pronti a valutare ed eventualmente far votare nomi proposti da loro, come è accaduto per Silvana Sciarra”, la giuslavorista candidata da Matteo Renzi (e votata da M5S) dopo che era risultato evidente che Luciano Violante non aveva i numeri per passare.

Secondo fonti di maggioranza, in realtà, ci sono già stati abboccamenti informali con i seguaci di Beppe Grillo, che hanno lasciato filtrare l’intenzione di puntare su un nome solo: quello di Besostri. Il Movimento 5 stelle oggi aveva in programma una riunione dei parlamentari delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, tradizionalmente incaricati di istruire questo genere di pratiche. Già in settimana, secondo alcune fonti, potrebbe esserci un vertice più impegnativo, con il coinvolgimento di qualche membro del direttorio a cinque (almeno il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio) e dello stratega Gianroberto Casaleggio, impegnato fra le altre cose a progettare l’allargamento del direttorio a senatori, eletti locali e forse addirittura a consiglieri esterni.

Secondo fonti parlamentari M5S, ai vertici dei gruppi stellati, delusi dalla vicenda del Quirinale e attraversati da tentazioni “autonomiste” rispetto alle indicazioni di Grillo e Casaleggio, sarebbero in corso dei riposizionamenti. A Montecitorio dicono che il direttorio a cinque nominato da Grillo sta lasciando il posto a un direttorio “informale” che accanto a Luigi Di Maio, Roberto Fico e Alessandro Di Battista vede sempre più coinvolti nelle consultazioni e nelle decisioni alcuni dei big storici del Movimento come Paola Taverna, Nicola Morra, Roberta Lombardi. Una dinamica che rischia di sfuggire di mano ai due cofondatori. E la partita doppia della Consulta e dell’allargamento del direttorio potrebbe essere l’occasione per il braccio di ferro interno decisivo su chi davvero debba dirigere il movimento.

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