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Giovedì 5 febbraio 2015 - 10:59

Fitto: siamo in 40 a dissentire. Berlusconi? Un’icona

"Abbiamo sbagliato tutto, ma c'era chi avvertiva"
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Roma, 5 feb. (askanews) – “Siamo in 40, tra deputati e senatori di Forza Italia, a perseguire la nostra battaglia e ad aver votato contro la riforma elettorale e le riforme costituzionali”. Lo afferma, durante la trasmissione ‘Effetto Notte le notizie in 60 minuti’ di Roberta Giordano su Radio 24, l’eurodeputato di Forza Italia Raffaele Fitto, considerato il dissidente numero uno della linea di Silvio Berlusconi e del patto del Nazareno. Fitto è tornato a farsi sentire, in una conferenza stampa, all’indomani della gestione della trattativa per il Quirinale che ha visto Forza Italia subire la candidatura di Sergio Mattarella da parte del premier Renzi, chiedendo le primarie e l’azzeramento di tutte le cariche.

“Il tema è la linea politica, è la battaglia per le idee nelle quali noi crediamo”, spiega Fitto. “La riforma elettorale è stata un suicidio politico in diretta per il merito e per il metodo con i quali è stata approvata. Abbiamo votato contro le riforme costituzionali non perché siamo contro le riforme, ma perché dentro quel provvedimento non c’è nulla che possa lontanamente apparire vicino alle tesi che noi per vent’anni abbiamo sostenuto”. E alla domanda se la leadership di Berlusconi sia ancora vincente, visto che i “frondisti” chiedono le primarie, l’ex governatore della Puglia risponde: “Berlusconi è un’icona. E quindi non è che si mette in discussione l’icona. Si mette in discussione tutto ciò che si fa”.

“Non possiamo far finta di non vedere ciò che è accaduto. Abbiamo sbagliato tutto in questa fase, non abbiamo indovinato un solo passaggio politico. Peraltro c’è stato chi ha cercato di far notare gli errori che si compivano. Penso alla legge elettorale: approvarla con quel metodo, con quei tempi e con quel contenuto penso sia stato un suicidio politico rispetto anche ai passaggi successivi”, aggiunge Fitto intervenendo ad Agorà, su Rai3. “Abbiamo sbagliato a cedere. Se Renzi ha posto dei diktat e ha modificato in modo unilaterale la legge elettorale e la riforma costituzionale – prosegue Fitto – noi abbiamo sbagliato a non spostare la discussione nel merito. Sono molto preoccupato del fatto che ci sia una legge elettorale che non ha niente a che vedere con gli obiettivi di partenza di Forza Italia. Anche sulle riforme costituzionali non c’è una contrarietà, ma questa riforma costituzionale trasforma il Senato in un dopo-lavoro per i consiglieri regionali, non superando il bicameralismo. Allora perché non prendere in considerazione la nostra proposta che sopprime in modo secco il Senato e che mette nelle condizioni per avere un monocameralismo netto?”. Fitto non ha mostrato dubbi, “bisogna entrare nel merito”.

“Bisogna prendere atto che si è sbagliata completamente la linea politica, non si può avere una posizione un giorno e quello dopo averla completamente diversa”, rimarca inoltre ai microfoni di “Radioanch’io”, dove sostiene che “bisogna aprire un confronto molto chiaro”, ribadendo che le dimissioni dei capigruppo (presentate ma non accolte da Silvio Berlusconi) Paolo Romani e Renato Brunetta debbono essere accettate. “Il giorno dell’approvazione dell’Italicum sono andato a palazzo Grazioli per fermare il suicidio poolitico”, ricorda Fitto, per il quale ora Fi deve recuperare gli elettori del centrodestra che alle ultime elezioni si sono astenuti.

“Serve che la classe dirigente di Forza Italia non sia nominata, ma eletta dal basso. Bisogna recuperare temi, argomenti che diano risposte a milioni di elettori. Questa è la battaglia da condurre. Chi condurrà il partito lo vedremo. Mi auguro – conclude – che ci saranno delle primarie, non c’è altro strumento”.

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