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Martedì 3 febbraio 2015 - 19:45

Renzi vede Tsipras: vi aiutiamo, ma non vi diremo sempre sì

Premer: l'intesa si troverà. Voi fate riforme,Ue sia intelligente
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Roma, 3 feb. (askanews) – Il senso della posizione italiana Matteo Renzi lo sintetizza in una frase alla fine della conferenza stampa, quando si era già allo scambio dei doni: “Noi vogliamo dare una mano alla Grecia, che non significa dire sempre sì”. Perchè va bene insistere insieme sulla crescita, va bene chiedere di archiviare la stagione della sola austerità, ma nella conferenza stampa con Alexis Tsipras, il premier italiano insiste più volte sulle “differenze” di vedute.

Tanto che ad una esplicita domanda su cosa risponde l’Italia alle proposte di Tsipras per ristrutturare il debito greco, Renzi si sottrae: “Oggi non abbiamo discusso nel merito delle proposte della Grecia che il primo ministro ha spiegato bene adesso”. Se ne discuterà, ha precisato Renzi, quando “saranno portate nei tavoli delle decisioni che non sono quelli dei vis-a-vis tra primi ministri”. Quello che il premier ha detto a Tsipras è solo che “queste proposte troveranno l’Italia sempre desiderosa di ascoltare e di condividere”. Comunque per il premier una soluzione si troverà: “Fortemente credo ci siano le condizioni per trovare un punto d’intesa tra le istituzioni eruopee e le autorità greche”. Intesa che passa dalle riforme che la Grecia è tenuta a fare, e dalla “intelligenza” della Ue.

Renzi ha sottolineato che con Tsipras “abbiamo la stessa età, ma veniamo da esperienze diverse”. E poi “apparteniamo a famiglie politiche europee differenti”. E ora, scherza, “il pericoloo a sinistra” per l’Europa non è più il premier italiano ma il collega greco: “Tsipras è una benedizione per me…”. L’intesa Renzi la colloca su un piano più ideale, che va oltre le misure concrete: “Abbiamo in comune l’idea di restituire alla politica la possibilità di cambiare le cose e di tornare ad avvicinare alla cosa pubblica le nuove generazioni e non solo”, l’idea che la politica debba essere “speranza e non paura”. Ecco, “questo è ciò che ci unisce, al di là delle differenze sulle appartenenze e sui singoli provvedimenti”. In ogni caso a Tsipras ha assicurato “disponibilità alla cooperazione bilaterale e al dialogo in tutte le sedi”.

Renzi spiega infatti che i piani di discussione sono due, e ben distinti. Da un lato la battaglia per “portare la Ue a parlare più di crescita e meno di austherity. E’ giusto tenere sotto controllo i bilanci ma al tempo stesso servono più investimenti, più ricerca, più cultura in Europa”. Battaglia su cui Renzi rivendica di essersi mosso ben prima di Tsipras, e già con qualche risultato: “Il piano Juncker, la comunicazione sulla flessibilità, il Quantitative easing, il rapporto euro-dollaro.Pian piano qualcosa si muove”. Poi c’è il piano dei ‘compiti a casa’, e su questo Renzi è chiaro: “In tutti i Paesi occorre insistere sulle riforme: combattere la corruzione e l’evasione è giusto non perchè lo chiede l’Europa, ma perchè è giusto, punto”. Insomma, “noi facciamo il tifo e diamo il nostro supporto perchè nelle sedi europee ci sia un segnale di apertura e di intelligenza per un diverso approccio e contemporaneamente uno sforzo dei Paesi membri a fare le riforme”.

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