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Venerdì 30 gennaio 2015 - 18:45

Domani quarta fumata Quirinale, si vota su Mattarella presidente

Pd abbandona scheda bianca. Renzi: auspico convergenza massima
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Roma, 30 gen. (askanews) – A vuoto le prime tre votazioni con quorum a quota 673 voti, il quarto voto a Montecitorio, previsto per domattina alle 9.30, può essere con ogni probabilità quello buono per l’elezione del dodicesimo presidente della Repubblica. Il quorum è sceso a quota 505: la maggioranza assoluta dei 1009 grandi elettori. E il Pd, che di grandi elettori ne conta da solo 444, non vota più scheda bianca come ha fatto nei primi tre voti ma scrive sulla scheda Sergio Mattarella. E’ su di lui presidente, dunque, che domattina si vota a Montecitorio.

L’ex ministro Dc e Ppi e dell’Ulivo, padre della riforma elettorale mix di maggioritario e proporzionale post referemdum Segni ed oggi giudice costituzionale, conta sulla carta anche del sostegno annunciato dai 33 grandi elettori di Sel che nei primi tre voti hanno votato Luciana Castellina e di quello di 32 di Scelta Civica, 13 di Popolari per l’Italia, e 31 del Gruppo Autonomie che racchiude parlamentari dei gruppi Misti di Camera e Senato schierati con la maggioranza che alle prime votazioni hanno votato bianca come il Pd.

Si tratta di un totale di 553 voti assicurati rispetto al quorum che è a 505. E che sembra ogni ora che passa aumentare di consistenza: molti per lui dei 15 elettori di Gal. E diversi anche gli intenzionati a convergere su di lui sia fra gli ex M5s che dal centrodestra. Le assemblee di Ncd e M5s previste a Montecitorio in serata e l’ultima parola attesa da Silvio Berlusconi quantificheranno se e quanti corrisponderanno all’appello di Renzi alla “massima convergenza” per fare di Sergio Mattarella un presidente il più possibile super partes perchè eletto da tutti o quasi.

Un appello frutto delle tante mediazioni e del forte pressing sui grandi elettori, avviato non appena formalizzata la candidatura Mattarella targata Pd. “Finite le prime tre votazioni – ha affermato – siamo arrivati al momento chiave. Siamo di fronte alla concreta possibilità che una personalità autorevole e stimata da tutti, un servitore dello Stato come Sergio Mattarella, diventi il presidente della Repubblica con un voto ampio di settori della maggiornaza e del’opposizione parlamentare. Non è una questione che riguarda un solo partito: la scelta del capo dello Stato interpella tutti, senza distinzioni. Per questo auspico che sul nome di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica di tutti gli italiani, si determini la più ampia convergenza possibile per il bene comune dell’Italia”.

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